CUNICO "Flexible chaos"
(2026 )
Il mondo sonoro di Beppe Cunico giunge al terzo album, che conclude una trilogia, iniziata con “Passion, Love, Heart & Soul” (https://www.musicmap.it/recdischi/ordinaperr.asp?id=8077) e proseguita con “From Now On”.
Uscito per Dischi Soviet Studio, “Flexible Chaos” riconferma il proprio stile, a cavallo tra i Porcupine Tree e i Pink Floyd di fine anni '80. I testi, alternandosi fra italiano e inglese, portano una critica alla realtà, senza mai perdere un grammo della propria solarità, tratto distintivo di Cunico.
L'amore per la musica è ribadito più volte nei testi, sfiorando a volte la metacanzone. “Noi che creiamo arte” dichiara la volontà di Cunico agli spettatori: “Voglio creare luce nei tuoi occhi, sentiti libero di volare, con noi che creiamo arte”. Dopo queste parole, arriva un assolo di chitarra che sembra uscire da “A momentary lapse of reason”.
“Metto a nudo la mia anima, così scrivo quel che sento”, canta Cunico ne “Il graffio delle corde”, che elogia la musica come rifugio e salvezza: “L'amore per l'armonia è ossigeno che vola via. Nel pantano della realtà, che conforto arriva dalla semplice perfezione di averti conosciuta”; cantare è una necessità esistenziale, come dice in “Essere”: “Canto per la gioia di essere”.
Il prog rock è quello di sempre che ho sentito fin dal primo disco: una produzione fantastica, chitarre accompagnate da tastiere che riempiono lo spettro acustico, qualche tempo dispari quanto basta (come il 7/4 dell'introduzione chiamata “Intrigue”) senza esagerare.
Ogni tanto c'è qualche spruzzata di loop elettronici di accompagnamento, e alcune note di sitar nell'arrangiamento di “The dirt under your feet”. L'elogio ai musicisti continua anche in “Universo parallelo”: “Artigiani della melodia, non per un live ma per l'armonia, a circondare un'esistenza con alti e bassi, del suono di un vinile che ancora gira ed emoziona”.
Finisce l'album la titletrack che è un viaggio di 9 minuti e mezzo tra rock distorto e chitarra acustica. Il “caos flessibile” viene presentato come alternativa al capitalismo consumista. Un'esplosione di gioia elettrica! (Gilberto Ongaro)