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SERA CAHOONE  "I've missed you all these years"
   (2026 )

Il titolo di quest'album, “I've Missed You All These Years”, è probabilmente riferito a una persona, ma ascoltando le canzoni di Sera Cahoone, sembra quasi che la mancanza sia rivolta al suo genere musicale.

Almeno, è da un po' che non si sentono dalle mie parti (Italia), canzoni country – folk. Non indie che ammiccano un po' al folklore; non rock acustico con il mandolino; proprio country puro, con testi intimisti.

Ascoltando la voce amichevole di Cahoone, il banjo accanto alla chitarra acustica e agli arpeggi di elettrica pulita, sembra di ritrovare un caldo abbraccio che pochi sono ancora disposti a donare.

Uscito nientemeno che per l'etichetta Sub Pop, l'album si apre con “High and Low”, che senza equivoci presenta la classica struttura armonica di una canzone del genere: strofa fissa sull'accordo fondamentale, e ritornello che si scatena sulla quarta, con la melodia che raggiunge la sesta della scala.

Lo so che se non siete musicisti non capite, ma se farete partire la canzone farete: “Ah sìììì!” e sorriderete! Lo fa spesso anche il Boss, Bruce Springsteen, è una formula sempre bella.

“Say Something” è un midtempo che si altalena tra ricordi d'amore e incertezza del presente, mentre “No One Like You” è un brano morbidissimo e sussurrato, in attesa dell'amaro ma tenero 6/8 di “Not How I Hoped”: “Oh God, I love you still, but this isn't how I hoped”. Il piccolo assolo strumentale è suonato dalla chitarra con slide all'unisono con il fiddle, e insieme creano un suono che per un attimo sembra quello di un flicorno. Efficace, emozionante.

Si torna a cavalcare il tempo con la divertente “Horse Runnin'”, che a me fa pensare alle fughe di Boe e Liuk a bordo del Generale Lee, poi l'album prosegue con brani moderati e riflessioni interiori.

Il video di “Hits Right” evidenzia il contrasto tra l'allegria musicale e il testo. Una festa in bar, con tanto di cavallo pazzo e amiche che invitano alla festa accompagnano le parole: “I feel uptight and lonely”, si sente sola e tesa anche mentre tutti stanno ballando sul brano che li colpisce.

“Tangled Nights” è colorata da una fisarmonica, e l'album è concluso dalla lieve “Something Good”, dove Cahoone si chiede, con il caffè alla finestra di prima mattina, se ha fatto qualcosa di buono nella vita: “I must have done something good”.

Ma certo Sera, certo che hai fatto qualcosa di buono; questo disco è una di quelle cose! Parlo con lo sguardo da italiano ed europeo: siamo sempre più spaventati da ciò che vediamo accadere negli USA, questa invece è l'America che ci piace, e a me rassicura vedere che ancora c'è, umana, calda, sentimentale, che ispira qualcosa di buono. (Gilberto Ongaro)