WASTED PIDO "Same shit everywhere"
(2026 )
Blues e punk nascono in anni e in contesti diversi, ma condividono degli elementi sociali ed esistenziali.
L'identità musicale di Wasted Pido, progetto one-man-band, è un punk blues cantato con voce roca e gridata, che ricorda un po' Howlin' Wolf, infatti nell'album “Same Shit Everywhere”, uscito per Go Down Records, è presente la sua versione di “Smokestack Lightning”.
Mi sembra già di conoscerlo, dove l'ho visto...
Wasted Pido fa tutto da solo: la filosofia DIY lo porta a incidere l'album con un registratore Tascam: voce, chitarre ed elettronica lo-fi.
La titletrack apre le danze con energia musicale e acredine testuale. “Piss Valley” e la successiva semiacustica “Eggs Of Colombo” sono dedicate al poeta e partigiano Romano Pascutto.
Il sound aggressivo accompagna le parole senza mezzi termini di Wasted Pido. Anche se il titolo “Patriota idiota” è in italiano, il resto del testo è in inglese, ma chiaramente parla di problemi italiani: “On the 7th of January, in Rome 1000 fascists meet, the Senat President is there too, doin' the roman salute. They all dream of times when only one man had all the power in his hands, but if Mussolini where still in charge, they would never raise their arms”.
La suddetta cover di Howlin' Wolf ci riporta con il sound negli Stati Uniti, con una velocità e un sound da road movie. “Poison Bottle” invece rallenta i battiti, andando a tempo di 6/8 con un battito elettronico lo-fi che ricorda i primi lavori westernati di Bugo. La voce qui è effettata con uno slap back dal riverbero metallico, come se Wasted Pido stesse cantando in un capannone di lamiera.
“Same Shit Somewhere” fa il palo con il titolo dell'album e della prima canzone, ma è il brano più sperimentale del lotto; per metà dei suoi 9 minuti di durata, si tratta di un unico giro incantato. Nella seconda parte, nel beat vengono introdotti percussioni distorte e contro la ritmica dritta del brano, prendendo il sopravvento anche sulla chitarra.
Chitarra che però poi si riprende il posto da protagonista, nella cover dei New York Dolls che chiude l'album: una versione accelerata e incattivita di “Vietnamese Baby”. Quello di Wasted Pido è un piccolo grande spettacolo fai da te, portatile e di sicuro effetto in giro per il mondo, dove il nostro si muove per suonare.
...Ah, ecco dove l'avevo visto! Nel film “Le città di pianura” di Sossai! Ottima scelta, per un film che mostra due veneti sognatori, disillusi e disincantati. Wasted Pido non teme di esprimersi in maniera diretta, senza girarci intorno. (Gilberto Ongaro)