KAI NIGGEMANN "Climate and violence"
(2026 )
Sintesi granulare, chitarra, voci, frammenti di pianoforte, registrazioni radio, tutto filtrato tramite pesanti elaborazioni: questo è il mondo sonoro che Kai Niggeman ci presenta in “Climate and Violence”.
Uscito per WAF80 Music/Kalakuta Soul, l'album è un'immersione ambient in suoni e rumori (più rumori che suoni) che apre molte domande e non offre risposte.
Ancor prima di ascoltare i brani, i titoli sono già esplicativi di per sé: “Yes Nothing Is OK”, “Methane Lakes”, “A Good Day To Fight The System”, “Bodies Repaired, Bodies Reprogrammed”, “Perks Of A Warm Planet”, “We Move When They Move” e “Played Darkness And It Became Dark”.
A volte le tracce sono dei monoliti costanti, che presentano un'idea sola con cambiamenti minimali; altre volte invece, si sormontano più stimoli diversi che disorientano, come accade in “A Good Day To Fight The System”, che fa pensare a maschere antigas, manganelli e infiltrati.
L'associazione di ciò che ascoltiamo con i titoli dei pezzi suscitano riflessioni a tratti disturbanti, come quella generata da “Bodies Repaired, Bodies Reprogrammed”.
Se “Perks Of A Warm Planet è il brano più statico, praticamente una drone music che sembra nascondere i suoni della natura in una coltre di fumo, “We Move When They Move” invece è un fitto collage di ritmi, tra cui riconosco anche i beat della 808 (o 909?).
“Played Darkness And It Became Dark” è il brano dove si incontrano le note di pianoforte, accanto ai disturbi elettronici. Consiglio l'ascolto in cuffia di quest'album, per un'esperienza tridimensionale e assolutamente coinvolgente. (Gilberto Ongaro)