KJETIL MULELID "Piano, unfolding"
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Dopo che il suo album di debutto, Piano, uscito nel 2021, è stato accolto da una straordinaria acclamazione da parte della critica, che ha paragonato il suo stile e la sua sensibilità a quella dei maestri come Chick Corea e Keith Jarrett, Kjetil Mulelid torna (per Sagene Records) con un nuovo album pianistico, Piano, Unfolding, degna prosecuzione ed evoluzione del debutto, un'esplorazione ancora più ampia delle capacità cui può arrivare la sua mano e delle profonde e sublimi sensazioni che la sua musica riesce a disegnare.
Registrato al Kabuso Art Centre di Oslo, luogo che offre il più maestoso pianoforte a coda della Norvegia, in una sala la cui acustica è mozzafiato, Kjetil Mulelid, aiutata dal fidato e versatile collaboratore Andreas Winther, in Piano, Unfolding percorre le armonie più segrete, dolci e sincere dell'animo di Mulelid, raccogliendo sia momenti più intensi e romantici nella sonorità e nella pastosità delle melodie e dei timbri creati al piano sia passaggi maggiormente giocosi e sperimentali, dove massimalismo, barocco e avanguardia si incrociano in maniera ammaliante e pungente.
Il disco, composto da undici pezzi, ha una sua coesione ed eleganze interne di grande valore. Le cascate di note che caratterizzano alcuni dei suoi episodi, dal granitico andamento spezzato e quasi jazzato di "The Poem" all'acquarello chopiniano di "You Know, I Know", dalle aperture melodiche ariose e sognanti di "How the West Was Won" alle ginnastiche ritmiche della prorompente "The Longing for a Hello", pungono l'ascoltatore sin dalle battute iniziali prima di condurlo per mano a un universo accogliente e maestoso in cui ascoltare rapiti la magniloquente performance.
Momenti adamantini e levigati come "And Now", struggente e onirica, e passaggi intensi e trascinanti come le avviluppanti e stratificate "Entrance", più soffusa, ed "Encore", più incisiva, poste rispettivamente come terzo e come penultimo pezzo del disco, si ramificano nella mente e nelle orecchie del pubblico, ormai imprigionato dalle soluzioni melodiche e ritmiche edificate dalle mani di Mulelid.
Piano, Unfolding è il degno successore dell'eccellente debutto di Mulelid, arrivato dopo cinque anni e costruito con una metodicità e con una passione ammirevoli, la cui solidità e coesione interna è testimoniata dalla grazia e dall'eleganza con cui i brani che contiene sono interpretati e vissuti, declinati e introiettati da Mulelid come fossero parte della sua stessa esistenza. (Samuele Conficoni)