DEVID STRUSSIAT "Al savè dal fen"
(2026 )
''Al savè dal fen'' è un disco che sembra emergere lentamente dalla nebbia della Bassa Friulana, portando con sé odori di terra umida, memorie contadine e racconti tramandati a voce.
Con questo esordio solista, Devid Strussiat, già cantante e chitarrista de I Salici, costruisce un'opera profondamente radicata nel territorio, ma capace di parlare un linguaggio universale attraverso una scrittura intensa e una ricerca sonora libera da confini.
Le nove tracce che compongono l'album si muovono lungo un percorso in cui la natura non è semplice sfondo paesaggistico, ma protagonista viva e pulsante. Il rapporto tra uomo e ambiente, le tracce lasciate dagli antenati, la durezza della povertà rurale e le lotte sociali del secondo dopoguerra diventano materia narrativa e poetica.
Strussiat guarda alla storia della sua terra senza cedere alla nostalgia, trasformando la memoria collettiva in un elemento vivo, capace di interrogare il presente. Sul piano musicale, ''Al savè dal fen'' colpisce per la naturalezza con cui mette in dialogo mondi apparentemente lontani.
Il folk rappresenta la struttura portante dell'opera, ma attorno a esso si sviluppano incursioni blues, sfumature jazzistiche e dilatazioni psichedeliche che ampliano continuamente l'orizzonte sonoro.
Qua e là emergono persino tensioni punk e grunge che spezzano l'equilibrio bucolico delle composizioni, introducendo una ruvidità espressiva coerente con i temi affrontati. È una contaminazione mai esibita come esercizio di stile: ogni deviazione appare funzionale al racconto e alla costruzione emotiva dei brani.
Uno degli aspetti più affascinanti del progetto è la scelta di utilizzare il friulano di Fiumicello come veicolo espressivo. La lingua locale non viene trattata come elemento identitario da conservare sotto vetro, ma come strumento artistico contemporaneo, capace di restituire sfumature, immagini e sonorità difficilmente traducibili altrove.
Le parole sembrano nascere dallo stesso paesaggio che descrivono, contribuendo a creare una forte unità tra contenuto e forma. L'album si inserisce così significativamente nel percorso di Manledrôs, la nuova collana dedicata alla musica alternativa in lingua friulana, rappresentandone uno degli esempi più convincenti.
Perché se è vero che ''Al savè dal fen'' affonda le radici nella tradizione, è altrettanto vero che il suo sguardo è rivolto in avanti: non un recupero museale del passato, ma una rilettura che cerca nuove possibilità espressive.
Con questo lavoro Devid Strussiat dimostra come la musica legata a un territorio possa evitare tanto il folclorismo quanto l'autoreferenzialità. ''Al savè dal fen'' è un album autentico, evocativo e coraggioso, capace di trasformare la memoria della Bassa Friulana in un racconto sonoro ricco di suggestioni, dove la tradizione dialoga con la sperimentazione e la lingua diventa strumento di esplorazione poetica.
Un debutto solista che lascia il segno proprio perché non cerca scorciatoie: ascolta la voce della terra e la restituisce con personalità e visione. (Andrea Rossi)