recensioni dischi
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PILEDRIVER  "Piles of rock"
   (2026 )

Continua la ristampa rimasterizzata dell'intera discografia dei Piledriver, band tedesca nata come tributo agli Status Quo, ma che scrive anche brani propri, seguendo lo stesso stile boogie rock.

Stavolta è il turno del loro secondo album “Piles of Rock”, registrato tra il 2003 e il 2004, ed ora ripubblicato per Rockwall Records.

Si vede che è l'LP uscito a seguito dell'EP “Hi!”, perché contiene tre dei suoi cinque brani: “Hi!”, “Joint Forces”, “Good Times”.

Qui si aggiungono la divertente “Little Latin Lover” e la spensierata “Magic”, accanto alla festosa “Get Down”, cantata bevendo (“Drink a little wine”) e spassandosela con tanti cambi di tonalità. “Rollin'” è un poderoso shuffle, ritmo tanto caro ai Piledriver tanto quanto agli Status Quo.

“Don't fade away” sfiora l'hard'n'heavy ma mantiene l'anima giocosa, che salta fuori soprattutto in fase d'assolo di chitarra, raggiunto anche per un attimo dall'armonica a bocca. “You're so sweet” finalmente fa imbracciare le chitarre acustiche, per una ballata sentimentale.

Poi si torna all'elettrica con le corsa di “Top of the bill”, il brano più zeppeliniano del disco. “Go for it” mantiene alti i BPM la voglia di scuotere la testa e tutto il corpo, e così anche il brano di chiusura “Travelin' band”.

È solamente rock and roll, o meglio, boogie rock, senza fronzoli, solo energia positiva e voglia di scatenarsi come negli anni '70 e '80! (Gilberto Ongaro)