recensioni dischi
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SOSPIRINARIA  "Sospirinaria"
   (2007 )

Partiamo dall'inizio: Sospirinaria è un nome bellissimo per una band. Poetico, ed evocativo. Ma, diciamolo subito, non si tratta per nulla dell'unico fattore positivo determinato dall'ascolto di questo cd. La prima cosa che si nota è una grande eterogeneità nella proposta musicale: si passa in maniera apparentemente noncurante dal power rock dell'iniziale "Aspetta immobile" al 'quasi-punk' di "Messico", che vira presto (e inaspettatamente) in un melodic rock di ben diversa fattura, per arrivare invece alle atmosfere della sorprendente "Paimei", nella quale una chitarra a-la Cure si sposa splendidamente con una scrittura tipicamente italiana, sino ad un riff potente e quasi metal. I tre Sospirinaria vengono da Gubbio, e 2 anni fa nascono dalle ceneri di altre due formazioni cittadine: all'inizio si distinguono come cover band grunge, ma ben presto decidono di scrivere in proprio. Dopo la consueta trafila di varia gavetta (costellata però anche da tappe prestigiose come “Arezzo Wave” o “Primo Maggio Tutto l’Anno”, passando anche dal “M.E.I.” di Faenza), si arriva così a questo disco, il loro primo album, completamente autoprodotto, da alcune parti (in giro per il web) catalogato semplicemente come pop. Etichetta che, personalmente, non condivido proprio. Questi nove brani (tutti centrati), fossero cantati in inglese (cosa che, per fortuna, non accade), avrebbero causato per la musica dei Sospirinaria etichette come "grunge" o "new wave". Ma, si sa, basta mettere frasi in idioma tricolore su queste note, rock se ne esistono al mondo, e subito qualche presunto santone avvicina la proposta ad artisti di ben altre frequentazioni. Mi riferisco soprattutto a chi (più d'uno, sembra incredibile) ha accostato questo cd alla produzione di Lucio Battisti. Non che, nel caso, ci sarebbe stato nulla di male, sia chiaro: è solo, grandemente, una sciocchezza, tutto qua. Mettete in bocca all'indimenticabile Lucio "L'ascia che sia" (proprio così, non è un errore, si scrive con l'apostrofo...), e poi ditemi se l'effetto sarebbe naturale. Come i cavoli a merenda, se mi passate il poco originale paragone (e anche poco elegante, ne convengo). E pure la bellissima "Vecchio", probabilmente il brano più melodico del lotto, se interpretato totalmente in inglese (lo è solo nel ritornello), poteva benissimo essere messo in bocca al povero Kurt Cobain senza che nessuno si potesse stracciare le vesti. Questi, insomma, sono i Sospirinaria, null'altro. Il loro punto di forza, forse, è proprio quello di essere difficilmente accostabili a qualsiasi altra proposta. Mettendo insieme, questo sì, un disco bello e convincente. Se poi volete per forza cercare paragoni scomodi ed imprecisi, fate pure. Affari vostri. (Andrea Rossi)