recensioni dischi
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ELISABETTA FADINI  "Desmodus"
   (2009 )

''Desmodus'' è un CD che non si può classificare nel pop, nel rock, nel jazz, nel blues... Non è un disco di musica classica nè operistica, nè reading. Forse è l’evoluzione di tutto questo insieme, che sfocia dalla voce e diventa la sintesi di tutto questo o forse di altro. Voce: quella di Elisabetta Fadini, che ri-vive il vampiro Desmodus. Testi e musica di Garbo, o meglio "lettere" inviate dal protagonista a uomini come Nureyev, Shakespeare, Von Kleist... solo per citarne alcuni. Elisabetta Fadini è un'attrice che non si limita ad essere tale, ma che vaga attraverso gli infiniti percorsi dell'arte dedita alla ricerca vocale. D’ispirazione gotica, l’opera si sviluppa in un’unica suite di oltre 30 minuti di musica scura, profonda e di ampio respiro, che si evolve negli intrecci ispirativi reciproci. La figura vampiresca e romantica di Desmodus offre in realtà - anche attraverso i già citati personaggi di Nureyev, Shakespeare e Von Kleist, tra gli altri – una chiave di lettura del ruolo dell’arte nella costante ricerca del superamento del tempo, laddove i succitati artisti appartengono allo stesso “branco di nobili viaggiatori doloranti dell’eternità”. Come Desmodus stesso. Dice Elisabetta Fadini: “Ho scelto di interpretare Desmodus perché è femmina e uomo, ma anche animale, è buio e luce, è bisogno di eternità… è l’arte”. Dice invece Garbo: “Desmodus nasce dall’esigenza di fermare il tempo, ecco perché ho voluto poco più di trenta minuti di eternità sonora dove evolvermi con la voce di Elisabetta Fadini. Desmodus è la proiezione di chi è “artista”, di chi si alimenta del sangue del tempo, ma non della gente, perché un artista non ha paura del prossimo, ma della scadenza del tempo…”.