recensioni dischi
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THE DOORS  "Full circle"
   (1972 )

Ci si riprov˛ quasi subito, a rimettere in piedi la formula del tre al prezzo di quattro. I superstiti andavano in tour, tornarono anche in quella Miami dove finý, forse, l'epopea professionale dei Doors come erano conosciuti. Ma svanito l'effetto curiositÓ, "Full circle" pass˛ quasi inosservato, tanto che dopo il trio si sciolse. "Alla fine, scoprimmo che senza Jim, contro cui pi¨ o meno eravano tutti e tre coalizzati, perdevamo molto anche del nostro rapporto personale", dissero. La veritÓ era che niente di questo album pu˛ essere ricollegato alla roba precedente, forse anche perchÚ - Morrison o non Morrison - anche la stessa ispirazione musicale, quella che aveva reso i primi album dei Doors pressochŔ perfetti, era svanita. E magari lo sarebbe stata anche se ai testi e alla voce fosse rimasto Lui. A tratti, sembra di ascoltare un qualche lavoro di ex Beatle da solista, magari quelle composizioni di Ringo Starr fatte con tanta professionalitÓ ma nessun genio, e d'altra parte diventa difficile immaginare un Morrison cantare "Get up and dance". Che sembra un inno da fine anno scolastico, non esattamente quello che Jim avrebbe fatto: si sarebbe messo ad urlare "Get up and fuck", magari. Siamo negli anni '70, e si capisce che tutto Ŕ cambiato, e se poi si perde la propria punta di diamante, il castello fatica a stare in piedi. Ci prova, dignitosamente, ma molto passa da cosa ci si aspetta: la cover di "Good rocking" sembra una sorellina minore di "Roadhouse blues", e "Mosquito", roba che fece impazzire i fan di Morrison per la futilitÓ dell'argomento, Ŕ una divertente improvvisazione attorno al tema di una zanzara fastidiosa. Ne fecero una cover gli Squallor, "Non mi mordere il dito", per capire. Ma era faticoso, andare avanti: non per niente, l'ombra di Quello restava bella grossa. In fondo, quando mai un artista ha messo in copertina della sua autobiografia la foto di un altro, come fece Ray Manzarek, in un libro chiamato - appunto - "La mia vita con Jim Morrison"? C'era classe, c'era professionalitÓ, ma non abbastanza per reggere. E fu il canto del cigno, prima di una lunghissima storia di ripubblicazioni, rivisitazioni, riunioni (parziali) per tenere alto il mito. In questo, i tre superstiti sono riusciti pi¨ che nel cercare di andare avanti, come Doors, per conto proprio. (Enrico Faggiano)