recensioni dischi
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GILBERT O'SULLIVAN  "Himself"
   (1972 )

Una canzone comincia a farsi ascoltare in Italia nella sua versione originale dopo un lungo periodo in cui la precedenza era toccata alla sua versione italiana cantata dai Profeti col titolo di ERA BELLA. Questa volta, complice un’apparizione televisiva e il personaggio cucitogli addosso dalla sua casa discografica (vestito a metà tra un orfanello inglese dei primi del novecento e Buster Keaton, con una scoppoletta in testa, pantaloni larghi a mezz’asta e stivaletti scalcagnati), Gilbert O’Sullivan irrompe anche in Italia. La sua NOTHING RHYMED è ormai vecchia di quasi un anno ma era passata pressoché inosservata. Il testo è semplice ma scritto molto bene. NOTHING RHYMED significa niente in rima, un'espressione che sta a significare niente di programmato in precedenza e parla di un uomo che vuole fare delle scelte rivendicando anche il diritto di sbagliare. "Questo mio modo di vedere non potrà mai togliermi il diritto di sbagliare se sono io a fare le mie scelte e il piacere che provo a vincere una scommessa è come quello di perderla". Ora, ad un passo dall’affermazione mondiale (per la primavera ha in cantiere ALONE AGAIN), Gilbert O’Sullivan, vero nome Raymond O’Sullivan (il nome d’arte è preso a prestito dal duo di compositori ottocenteschi Gilbert & Sullivan), presenta il suo primo 33 dal titolo HIMSELF, uscito il 1° gennaio del 1972, nel quale, con due note in copertina, si presenta con un "Signori e Signore, permettetemi di presentarmi a voi e debuttare con questo primo 33". Molto inglese, sebbene lui sia irlandese. La sua fortuna ha inizio quando incontra Gordon Mills, il gran capo della MAM, scopritore e produttore di due personaggi come Tom Jones ed Engelbert Humperdinck (se ci fate caso anche questi due nomi sono presi a prestito da opere letterarie e da compositori inglesi). Dopo ripetute bocciature nelle varie label londinesi, Mills crede in questo ragazzo irlandese e vince la sua scommessa. In contemporanea esce il secondo singolo italiano di Gilbert, dal titolo WE WILL, che sarà ripreso anch’esso dai Profeti, come accadde col primo ma con minore fortuna. Il titolo italiano, comunque, sarebbe PRIMA NOTTE SENZA LEI. WE WILL lo presenta in tv in una trasmissione in cui è ospite di Little Tony. Il testo originale è come al solito una affresco di vita quotidiana, con frasi più consone ad un discorso parlato che ad un testo di una canzone, come è solito fare O’Sullivan. Il tutto supportato da una melodia molto dolce e delicata. La musica trova una conclusione alla fine del brano, senza lasciare niente in sospeso. Sembra un quadro. E lo è. (Christian Calabrese)