recensioni dischi
   torna all'elenco


GRAVENHURST  "The ghost in daylight"
   (2012 )

Tornano i Gravenhurst di Nick Talbot, genio della scena post punk/shoegaze inglese. La band di Bristol è atipica nel panorama musicale inglese: nata come live project alla fine degli anni ’90, ha registrato il proprio esordio solo dopo il 2000. Ad aprile 2012 i Gravenhurst hanno pubblicato questo loro quinto full lenght (seguito del bellissimo ‘The Western Lands’ del 2007), acclamato da critica e pubblico in tutto il mondo. L’alto livello di songwriting di Nick Talbot ha portato la Warp Records a mettere i Gravenhurst sotto contratto, e ad oggi sono i tre i dischi pubblicati dalla band di Bristol con la mitica label elettronica inglese. Il sound dei Gravenhurst è oscuro e d’atmosfera, ispirato allo shoegaze di My Bloody Valentine e Jesus and Mary Chain, alla melodia sixities di Simon and Garfunkel, alla malinconia cantautorale di Nick Drake, e alla ricerca pop del miglior Morrissey. Una costante della musica dei Gravenhurst, sempre presente nei loro dischi, è il connubio tra la fragile voce di Nick Talbot e l’intricato lavoro di chitarra. La carriera discografica dei Gravenhurst è iniziata nel 2001 con ‘Internal Travel’, per seguire nel 2003 con ‘Flashlight Seasons’. Nel 2005 la svolta con la Warp Records e la pubblicazione dei bellissimi ‘Fires in Distant Buildings’, ‘The Western Lands’ (da cui verrà estratto quello che ad oggi è il loro singolo di maggior successo, la morriseyana ‘Hollow Men’), e quest’ultimo ‘The Ghost in Daylights’, album di fattura pregevole capace di gareggiare in qualità con band del livello di The National e The Walkmen. I Gravenhurst nel corso della loro carriera hanno registrato delle cover di ottime fattura, tra cui vale la pena di ricordare ‘Diane’ degli Husker Du, ‘See My Friends’ dei The Kinks, ‘Farewell, Farewell’ dei Fairport Convention, e ‘I Found the F’ dei Broadcast, apparsa sulla raccolta della Warp Records ‘Warp20 (Recreated).