recensioni dischi
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ALLAH-LAS  "Allah-Las"
   (2012 )

Lo scrittore Greil Marcus amava chiamare la "Vecchia, Stralunata America" come quel famoso insieme di registrazioni provenienti dalla cantina di una capanna di Woodstock. Gli Allah-Las suonano come la Vecchia, Stralunata Los Angeles: fili di vera musica surf, armonie americane, beat della Sunset Strip, il rumore soffuso del deserto mescolato ai musicisti della Goldstar. Proprio uno dei quei gruppi di 'folk elettrificato' antecedenti al pedale fuzz o uno di quei gruppi pop capace di riprodurre il tipico sound della California con il tamburino e l'abilitÓ innata di cogliere il beat giusto. Quando udrete il loro sound, davanti a voi si dipaneranno gli archi di Venice Beach illuminati di notte, mentre la risacca dell'oceano echeggia in lontananza; hamburgerie del secolo scorso e le file composte sulle strade principali, raduni di ragazzi in sale da ballo da quattrocento persone, i vecchi beatnik della Ferus Gallery, i bungalow nei canyon, scalinate di art deco nascoste in mezzo a colline alberate, auto customizzate e ragazze con piccoli short e capelli molto, molto lunghi. Il tutto come se fosse una foto di Dennis Hopper che prende vita. Guardate le loro consumate chitarre Fender, la loro abbronzatura da veri surfisti, i loro polverosi stivali di pelle. Scoprirete che tutto questo sono proprio loro e che non Ŕ una finzione.