recensioni dischi
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FEAT. ESSERELA'  "Tuorl"
   (2015 )

Un debutto straordinario in casa Lizard: FEAT. ESSERELA' Ŕ un funambolico trio strumentale tastiere-chitarra-batteria, anomala line-up che risolve la questione basso alla stessa maniera di Ray Manzarek dei Doors (note basse con la mano sinistra e parte melodica, su pianoforte e suono Hammond, con la destra). Ne deriva un sound vintage dal brillantissimo interplay, sorta di ''Oblivion Express'' di Brian Auger lanciato su binari deraglianti e ipervitaminici, ricchi di cambi ritmici e assoli esaltanti. Un sound eclettico che pare riecheggiare il grande epicentro rock dei '60 e '70, ma rivitalizzato da nuova energia e da grande freschezza intepretativa, tutt'altro che museale. I nostri eroi (bolognesi) si chiamano Renato Minguzzi (chitarra), Francesco Chiampolini (pianoforte e tastiere) e Lorenzo Muggia (batteria), non amano prendersi troppo sul serio (i titoli attestano una propensione molto divertita), ma suonano alla grande una sorta di jazz-rock-blues con rimandi classici e tinte prog-fusion e psichedeliche (con i Doors ci stanno pure certe analogie sonore). Non sono certo casuali le muse ispiratrici ringraziate nei credits, oltre al personaggio immaginario EsserelÓ:" Dave Matthews Band, Stefano Bollani, e forse Claude Debussy per le tracce 5 e 6. Ed Ŕ pi¨ di un forse perchŔ il pianoforte di Francesco Chiampolini, col suo il respiro classico, impreziosisce certe trame spiccatamente progressive, sino a rasentare momenti Canterburyani. Gli otto minuti e 25 secondi di "No ()" rappresentano il momento pi¨ emozionante in tal senso.