recensioni dischi
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CASABLANCA  "Casablanca"
   (2015 )

I Casablanca sono una band all’esordio con un disco dal titolo omonimo che recupera sonorità vintage di stampo stoner, riportando alla luce una tradizione che, almeno in Italia, sembra esser in declino. Il prodotto confezionato è sicuramente molto valido sotto tutti i punti di vista: a partire da un minutaggio impegnato (tre quarti d’ora pieni) per arrivare ad un sound corposo, frutto di due chitarre che si esprimono indubbiamente bene, linee di basso energiche ed una batteria d’alto livello. Anche la gran voce di Max Zanotti (ex Deasonika, Rezophonic, ecc), senza sbavature sia quando si fa graffiata sia quando s’inerpica su parti più melodiche, contribuisce a creare un mix che funziona dall’inizio alla fine. I riff aggressivi dell’opener si riveleranno uno stilema per la band, ma le tracce sono tutte ben costruite e non si somigliano fra loro: “Il Cielo Delle Sei” contiene numerosi cambi di ritmo nella fase centrale, “La Percezione di un Addio” è costruita sul dualismo fra una voce possente e melodie appena più soft rispetto alle due precedenti, prima della grande carica generata da “Non Lo Volevo” e della dinamica “Cinque Cose”, in cui sono presenti anche brevi inserti di synth. Escursioni in territori punk con “Radio Sputa” ed echi noise in “Ti Chiedo Scusa” prima del ritorno dello stoner con “Il Mio Silenzio”, fra potenza e velocità. Segue una sorta di pausa-ballata con “Non So Mai Dirti Che”, comunque funzionale al contesto, e decisiva per offrire una sorta di stacco prima del finale di “Ghiaccio Sulle Mani” (forse la meno ispirata del lotto) e con il lungo crescendo di “Legami Gli Occhi”. Un grande esordio per un gruppo da tenere assolutamente d’occhio, con tutte le carte in regola per poter diventare una band di punta sulla scena italiana. (Piergiuseppe Lippolis)