recensioni dischi
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DIFIORE  "Scie chimiche"
   (2016 )

Pittura e fotografia, blogging e attività radiofonica. E la musica. Il percorso di Giordano Difiore è costellato di esperienze diverse in mondi anche distanti fra loro, tutte permeate da una tensione costante per l’arte, in forme sempre diverse. In tutto questo, non ama definirsi “artista”. Per quanto concerne l’attività musicale, invece, Difiore è, a tutti gli effetti, un cantautore. “Scie Chimiche”, sua ultima produzione, fornisce più d’una conferma in tal senso: in tutti i pezzi emerge distintamente un gusto per la tradizione cantautorale italiana classica, dal sapore vagamente retrò, ma non solo, grazie alla presenza di sporadici inserti elettronici ben lontani dal risultare invadenti. Difiore canta la politica e la disillusione, lo fa con grande sincerità e con toni molto intimisti. La titletrack ci parla d’attualità, “Compagni (Senza Rancore)” condensa, con un forte tono nostalgico, la storia della sinistra italiana in un brano musicale in cui si fa anche cenno agli ultimi tempi, decisamente più tribolati. Concede variazioni sul tema Giordano Difiore, con la rockeggiante “La Città Inutile” e gli spunti blues di “Ti Voglio Bene”. “Scie Chimiche” è un disco scritto e prodotto molto bene: pur vivendo nel solco della tradizione, l’approccio cantautorale di Difiore contiene molto di personale, scongiurando il rischio di rimanere ancorato a un passato glorioso, finendo per diventare genuino e molto piacevole. (Piergiuseppe Lippolis)