recensioni dischi
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LE CHIAVI DEL FARO  "Dentro"
   (2016 )

Se parli di “faro” ad un amante della musica che abbia qualche anno sulle spalle e, magari, qualche capello non esattamente scuro sulla testa (non si fosse capito, sto parlando, ahimè, del sottoscritto…), il rimando immediato è al Guardiano del Faro, al secolo Federico Monti Arduini, primattore anni ’70 della musica italiana con alcune hit internazionali come “Amore grande amore libero” e “Il gabbiano infelice”. Questo per quanto riguarda il passato. Il futuro, attenzione, potrebbe invece parlarvi de Le Chiavi del Faro, terzetto proveniente da Gubbio e giunto con questo “Dentro” alla terza prova ufficiale. Stavolta la band decide di non fare tutto da sé bensì di affidarsi ad un produttore, Simone Sproccati (conosciuto per il lavoro con Adele e il Mare, Dust e Man of Dusk), il quale, oltre alla produzione, ha curato anche il missaggio e la masterizzazione del disco, indirizzando quindi i tre ragazzi verso un percorso ben preciso: un po’ meno funk (tratto distintivo dei primi Le Chiavi del Faro, ancorché presente, vedi nell’ottima “Strage dal deserto”), un po’ più rock, come già evidenziato da “La cura dei cori”, trascinante singolo che anticipò l’uscita del nuovo album in free download un paio di mesi or sono, con la fondamentale aggiunta di una scrittura tipicamente tricolore, quasi cantautorale, che emerge a sorpresa da alcuni episodi, in primis la compiuta “Plastiche, l’inventario”, che si divincola in maniera inedita ma vincente tra i CCCP e addirittura il primo Battiato. Altro cambiamento non da poco, per una band che inizialmente metteva in primo piano quasi esclusivamente le note (alcuni episodi meno recenti erano praticamente strumentali), è una cura quasi maniacale dei testi, interamente opera del cantante-chitarrista Federico Gioacchino Uccellani, parole a volte inconsuete (lo si evince fin dai titoli dei brani: “San Complotto e la rotella”, “Rotula”, “I cani sono macchine molto semplici”) ma al tempo stesso straordinariamente legate tra loro e, soprattutto, perfettamente inserite nelle canzoni stesse, giungendo a creare un unicum inscindibile con le note e gli arrangiamenti che compongono i nuovi 11 episodi. Disco, quindi, più che convincente, questo “Dentro”, che regala all’attenzione generale una band promettente e dal futuro presumibilmente roseo. (Andrea Rossi)