recensioni dischi
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HIM  "Dark light"
   (2005 )

Questa volta gli Him hanno deciso di fare sul serio: si sono ritirati per qualche mese in un ex-monastero sperduto in mezzo alla California e hanno confezionato il loro disco americano, perfetto dal punto di vista sonoro, patinato, pronto a scalare le classifiche di questo ancora caldo 1987. Come dite? Siamo nel 2005? Fa niente. Ville Valo, con la sua voce scarica come una pistola malandata se ne frega, prosegue per la sua strada che assomiglia parecchio a quella dei suoi conterranei Rasmus, tra schitarrate aggressive per modo di dire, tastierine che provano a rendere il paesaggio gotico, coretti da palasport adolescenziale con tanto di fiammella. Si procede per dovere di cronaca tra mid-tempo claudicanti (“Rip Out The Wings Of A Butterfl y”), pose alla Dream Theater delle elementari, crolli nello zucchero filato di ballate che sembrano scarti delle Heart (l’imbarazzante title track). Completano il magro bottino testi profondi solo per chi non conosce l’inglese e un’interpretazione vocale fatta di sospiri e singulti. Pare che l’attesa si sia fatta spasmodica. Non chiamatemi, sarò al cinema. (Davide Sechi)