recensioni dischi
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NICOLA BATTISTI  "Bellissimo così"
   (2016 )

Nicola Battisti è sicuramente un cantautore intelligente per varie ragioni, in quanto vivendo all’estero per sei anni, dal 2001 al 2007, ha raggiunto l’obiettivo che si prefiggeva: ossia ricercare quella evoluzione musicale e personale per dare una netta sterzata al sound che caratterizzava i suoi albori di artista, conditi di ritmi “salseri” e caraibici. Ha capito che l’esigenza cantautorale non poteva appagarla in quel modo ma doveva spostare l’apparato verso atmosfere minimali chitarristiche, scelta fatta per il suo primo disco d’esordio. Passato un triennio, giunge a questa seconda prova: “Bellissimo cosi”, che esce sotto il patrocinio della Cabezon records, nuova ma intraprendente label, che intende sfidare le acque gelide della musica italiana, tentando di non farla auto-implodere per sempre. E’ una missione dura ma loro la tentano dando, appunto, fiducia al veronese Battisti. E fanno bene, pubblicando questi deliziosi 25 minuti di ottimo stampo con appena 8 tracce, come certi grandi LP degli anni ‘70 (“Lilly”di Venditti, per esempio). La sua esperienza all’estero, tra Londra e Philadelphia, lo ha forgiato non poco con tanti nuovi stimoli e sensazioni, immortalati dentro questo nuovo progetto. Non ha fatto, però, tutto da solo ma si è avvalso di una preziosa sinergia con Mirko Tommasi e Jacopo Gobber: il primo firmando pezzi per alcuni Big, il secondo conferendo alle tracce dosi di elettronica ludica e spensierata, che possiamo riscontrare marcatamente nella title-track, e commenti discrezionali, sparsi qua e là senza mai essere invadente. Oppure le “claps” che accompagnano “Tu sei il mio cielo” e “Precipizio” sono piacevoli recuperi “seventies”. Scelta azzeccata per il singolo “TI porto al mare”, per il suo gradevole andamento leggero e spensierato, mentre “Liberala” colpisce per il suo violino “nervoso”, che regala grande particolarità al pezzo. Per non destare illusioni nostalgiche, chiariamo subito che il cantare di Battisti non ha nulla a che fare con il suo famosissimo omonimo ma tende, piuttosto, a strizzare l’occhiolino a Paolo Nutini ed al suo soul di razza, e ciò fa sì che Nicola possa essere la prossima scommessa su cui puntare. Anche il suo messaggio ci contagia di tanti interrogativi ma poi, sotto-sotto, ci invita anche a tralasciare certe riflessioni perché non sempre necessarie per le loro intrinseche imperfezioni. Nei secondi finali del disco ci vuole far credere che sia volato in un “Precipizio” per il clima spaziale che si respira. Invece noi crediamo che lui abbia puntato alla luna e, se fosse andata male, sarebbe caduto tra le stelle… (Max Casali)