recensioni dischi
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SPANDAU BALLET  "Through the barricades"
   (1986 )

Belli, erano belli. Magari meno accattivanti dei Duran Duran, ma non vorrei fare dei paragoni, metti che ci sia una qualche ex teenager amante di Tony Hadley che abbia ancora il dente avvelenato verso chi preferiva Simon Le Bon. Ma la rivalità era roba che al confronto Prodi-Berlusconi sono due compagni di merende. Facevano anche uscire i dischi in contemporanea, per attizzare il fuoco del derby, e magari tra loro nemmeno si detestavano come volevano far credere, anzi. Però l’uscita di questo album fu sofferta, con una partecipazione a Sanremo in febbraio a presentare il nuovo singolo “Fight for ourselves” a cui non fece seguito un disco non ancora pronto, vuoi per motivi contrattuali, vuoi per aspettare i rivali (come nella scena finale di un antico Don Camillo vs Peppone, entrambi in bicicletta). Gira che ti rigira, le stampe partorirono il nuovo vinile degli Spands in autunno, contemporaneamente a “Notorious” dei DD. Tanto tuonò che non piovve, perché le mode stavano cambiando, e i fasti di qualche semestre prima non tornarono. Il dramma degli Spandau? Semplice: troppo bella e clamorosa la titletrack, con video dove Tony eroicamente sottostava ad una pioggia di cartacce, da non far notare come il resto del disco fosse blando, ormai in una terra di nessuno lontana dalla new wave dei primi tempi ma anche non abbastanza accettabile da una popolazione matura. Il sound era il solito, ma le idee erano forse finite, tanto che da questo 33 giri (ah, che bello ripetere questa parola) uscì solo un altro singolo, quasi dimenticato, molti mesi dopo: “How many lies”. La collanina di successi di “Parade”, evidentemente, era un antico ricordo, e non erano più i primi ‘80s, quando si incidevano dozzine di 45 giri e un album all’anno: ora, i tempi per recuperare una zoppia non c’erano più. La band, dopo un altro lavoro, si sciolse, e il rumore dei piatti tirati si sente ancora. Davanti alla nuova moda del revival, Gary Kemp telefonò al vecchio amico. “Quanto vuoi per tornare nella band?”. “Dovrei chiederti dei soldi anche solo per risponderti al telefono, brutto str#ù§nzo”. Rimettere insieme la band: dovrebbero mandare Jake & Elwood Blues, per convincerlo. (Enrico Faggiano)