recensioni dischi
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PROJECT: MIDNIGHT  "The first encounter"
   (2017 )

I tedeschi Project: Midnight sfornano il loro primo long playing "The first Encounter", mostrando i muscoli con un crossover rock che unisce il punk ad alcuni stilemi del metal e del metalcore, quali breakdown, riff in palm muting (soprattutto in "Say goodbye") e una voce graffiata e graffiante che, saltuariamente, esce dal pulito e caccia urli rabbiosi. Tutti i dieci pezzi sono costruiti con riff potenti ed orecchiabili, con refrain pensati per restare impressi in testa. Forse un certo schematismo Ŕ troppo evidente, ma questo non scalfisce il sound personale della band, che firma incisi riconoscibili come quello di "The spirit of humanity" e "Maze of time". Il testo di quest'ultima vaga in un labirinto angoscioso: "In the maze of time we will decay", ma non c'Ŕ solo oscuritÓ fra le parole dei tedeschi. In "Light" il cantante si fa rifugio per l'ascoltatore: "I am your light in the night", e in "Right here right now" ribadisce: "This is my time". La voce Ŕ particolarmente caratterizzante per i Project: Midnight; infatti, la partecipazione della brava cantante Nicky nell'ultima canzone "Run away", cambia parecchio l'impressione generale, sembra di ascoltare un altro gruppo. In questo pezzo, tra l'altro, la band teutonica si cimenta anche in un cambio di tempo che non Ŕ un semplice dimezzare o raddoppiare la velocitÓ, sono modificati anche i bpm, cosa che non accade mai negli altri brani, a parte in "Slave of hate", dove le chitarre mordono le orecchie. Gli amanti dei Paramore e dei Rise Against troveranno pane per i loro denti. (Gilberto Ongaro)