recensioni dischi
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AMP  "Q factors (a mixtape) "
   (2017 )

In attesa della pubblicazione del loro prossimo album, il progetto AMP dà alle stampe un mixtape elettronico estremamente variegato e piuttosto complesso, dove si sentono le tante influenze del suo stile e dove si può apprezzare la versatilità che conduce il disco verso generi inusuali, dalle sfumature personalissime e sperimentali: non si scade mai nel “già sentito”. I dieci brani contenuti sono mixati in vesti molto differenti tra loro e il risultato è un puzzle divertente e godibile.

Il mixtape “Q Factors” (appena uscito per AMPbase) si apre con una cavalcata psichedelica dal beat indemoniato, “Drowning Mind”, che ai mostri sacri DJ Shadow e Aphex Twin inserisce elementi minimalisti avvicinabili ad Autechre. Le derive interstellari di Laurie Spiegel sono percepibili in “Just Get It”, mentre Wagon Christ è rintracciabile nella bellissima e stranissima “Loveflower”. Non mancano i momenti meno energici e movimentati: le dolcissime onde di “Ombres sur la Lune”, conclusione romantica e nostalgica, sembrano accompagnare una spedizione fuori dal Sistema Solare, e la ricercatezza con cui ogni suono è curato risulta eccelsa e sorprendente. Precisa e raffinata è anche la capacità di AMP di virare verso moods più quieti e pacati, come nella surrealistica e gioiosa “Hownow”, perfetto seguito del brano d’apertura e ponte intelligente tra esso e la successiva “Lost Love Cries”, quasi pinkfloydiana nell’approccio, ma totalmente legata a esperienze “made in ‘00s”.

Le influenze, gli incroci e le visioni sono tante. Il mixtape fa sobbalzare ed emoziona sotto tanti punti di vista: uno di questi è anche la capacità di incrociare altri mondi. Oltre ai viaggi interstellari già citati c’è l’incontro con la low-fi francese, così evidente in “D’Espoir de Mourir”, lentissima, inquietante, quasi spiazzante quando subentra una voce gotica che pare provenire dall’oltretomba. Tutto è provvisorio e può cambiare nel minuto successivo: “Waiting Room Blues”, che segue, è un incontro questa volta con la techno francese, i cui cortocircuiti acidi ed eleganti permeano il brano. Segue “Push ‘n’ Hold”, che regala un senso di pace eterno e sommesso, un richiamo all’ordine e alla speranza venato di influenze new age. Prima della bellissima chiusura già descritta di “Ombres sur la Lune” c’è tempo per un pezzo ambient, “When & Where”, che dimostra ulteriormente quanto AMP sia un progetto versatile e fecondo. Per questo motivo, il mixtape è ampiamente riuscito. (Samuele Conficoni)