recensioni dischi
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LEATHER JACKETS  "Leather Jackets "
   (2018 )

Ruvido, ispido ed irriverente, quello del power-trio Leather Jackets, nato nel 2010 in formazione a quattro ed ancora oggi particolarmente attivo a Milano e dintorni, è un solido blues squadrato inasprito dalla brillante declinazione in molteplici sottocorrenti del canovaccio portante dei crismi di genere. Ben realizzato ed altrettanto degnamente prodotto, l’album – il primo di inediti in carriera - si segnala per la cura profusa nella gestione dei suoni e delle dinamiche oltre che per la scioltezza con cui sapientemente si divincola tra impasti mandati a memoria in anni di attività on stage e di rispettosa applicazione alla materia. Introdotto da un trittico iniziale devastante nella sua sostenuta aura sudista (“Until The Devil Knocked Your Door”, “Help Me Find A Way To Go” e “Bones”, che si incunea in una torrida digressione psych à la Sister Double Happiness), l’album viaggia ringhiando incessantemente su cadenze spinte e ritmiche spigolose; quando l’iniziale abbrivio impetuoso flette e la bordata hard si quieta almeno in parte, il trio infila con solare padronanza di sé l’accento roots di una “Move Down Blues” primordiale, l’imperioso chorus di “The Chain Song”, la ballata esitante di “Open Water”, risolta in un tumultuoso finale che ne accresce il pathos, l’incalzante boogie texano di “Breath Of Life”, giù fino alla chiusa di una “River Song” addirittura toccante nella sua raccolta intimità per arpeggio e bottleneck. In tanta muscolare gagliardìa restano dieci tracce dritte e pungenti che riescono egregiamente nella non facile impresa di risultare accattivanti senza mai lasciarsi imbrigliare in manierismi di sorta né cedere al rischio della trita, sonnacchiosa ripetitività: dieci episodi di sicuro valore in un disco che si mantiene ben desto nel suo incedere cattivello, supportato da una interpretazione robusta quanto basta per scongiurare il pericolo del già sentito, ché col blues bisogna andarci cauti. I Leather Jackets – da assaporare nella dimensione live - sono oggi i due membri fondatori Graziano “Alvin” Losa (voce e chitarra) e Sergio Menescardi (batteria) insieme a Olivia Gambarotta (basso), subentrata nel novembre 2017 ad Alice Rastelli. Con loro hanno suonato Corrado Segato, Filippo Sperotto e Luca Cameletti. (Manuel Maverna)