recensioni dischi
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THE NIGHTCRAWLERS  "The biophonic boombox recordings"
   (2018 )

I Nightcrawlers sono i fratelli Tom e Peter Gulch più Dave Lunt. Attivo dal 1979 ed influenzato dal minimalismo della scuola berlinese, il trio ha ora pubblicato ''The biophonic boombox recordings'' (su etichetta Anthology Recordings), una raccolta di registrazioni realizzate dal tramonto degli anni settanta fino ai novanta: si tratta di una serie di sessioni notturne in cui il trio era solito sperimentare con i synth. Il risultato è un’antologia di sette tracce che riporta indietro negli anni e permette di rivivere l’esperienza dei Nightcrawlers. “Phase I: Discovery And Approach” inaugura il disco con quasi quattro minuti di suoni rarefatti sullo sfondo, quasi impalpabili, ma carichi di un senso di inquietudine e oscurità molto intense. “Beckoning Beacon” è invece un brano molto più lungo, leggermente più denso e arioso, dal retrogusto vagamente cinematografico. “Geistesblitz” cresce lentamente fino a due terzi della sua durata, poi rallenta. Qui i synth raggiungono un suono acuto, distorto e acidulo e creano un’atmosfera parecchio suggestiva. Decisamente più morbidi i suoni di “Crystal Loop III”, una parentesi melliflua e più rilassata dopo la grande tensione dei brani precedenti. “Luv-Li-Musik” prosegue sulla scia del brano precedente, con un’impostazione simile ma suoni più vetrosi, a tratti avvolgenti. “Zeitgeber” torna a dipingere un sound a tinte fosche, nel suo lungo percorso di ventiquattro minuti, nonostante un lentissimo sfumare per più di metà pezzo, mentre “Reprieve”, in chiusura, si evolve dopo un avvio da film horror e si chiude con suoni più luminosi. I Nightcrawlers hanno pubblicato, di fatto, un pezzo della loro storia: il disco è impegnativo, ma godibile e consigliabile per chiunque sia vicino alla musica sperimentale. (Piergiuseppe Lippolis)