recensioni dischi
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RIGO  "Cash machine"
   (2018 )

La celebre banda di Ligabue (costituita principalmente da membri dei Rocking Chairs), banda che lo ha accompagnato dal 1994 al 2007, nel frattempo ha anche percorso strade parallele. Due dei membri, Robby Pellati alla batteria e Mel Previte, affiancano il bassista Antonio Righetti, noto a tutti come Rigo, che giunge al suo undicesimo lavoro in studio, con l'album "Cash Machine". L'Lp prende il nome in inglese del bancomat, perché la musica di Rigo va in direzione opposta a quello che cerca di essere la musica commerciale, ovvero una macchina da soldi. Rigo si sente fortunato e lo dice dal primo brano "You you you": "I still think I'm the lucky one, I still think I don't need more (...) even if my back hurts". L'inglese è pronunciato con l'accento italiano, e a volte qualcosa sfugge, ma viene rievocato più volte l'anno 1981, probabilmente l'anno dell'inizio della carriera musicale, che a quanto pare è stata la scelta giusta. Nessuna intenzione ruffiana quindi verso il mercato: qui lo spazio è riservato a ricordi personali di Rigo, che nell'approccio vocale ricorda quel colore tra l'emozionato e il sofferto, peculiare di David Bowie. L'affinità è consapevole, difatti tre anni fa Righetti incise una cover di "Heroes". Le strutture armoniche delle canzoni sono semplici, e richiamano per forza di cose quelle create per il rocker di Correggio, con la differenza però di aver tolto l'omaggio chitarristico di stile U2, per attingere invece direttamente dal blues rock americano, quello che i Rocking Chairs portavano in Italia negli anni '80. La firma melodica del basso di Rigo emerge sempre nell'arrangiamento, particolarmente in brani divertiti come "Under your spell", e più direttamente negli strumentali dedicati, "Bass is the new mania", "Happy (with my bass under the snow)" e soprattutto il delicato brano di chiusura "Tabadan". I temi prevalenti sono quelli intimisti, e come quando Bruce Springsteen ci parla di zone familiari in "Your Hometown", Rigo ricorda suo padre in "It's my father": "It was my father, and he'll always be (...) while the time loses its meaning, I'm still your little boy". Un'inaspettata introduzione (e coda) orchestrale fanno da contorno a "Come dance with me", brano introspettivo e romantico: "There's a stranger looking to me at the mirror (...) come dance with me in the milky way, be my one and the only one for the last time", rievocando un bel momento passato che voleva non finisse mai. "Cash Machine" è un disco che sa di dedica personale, pensato per la necessità di esprimere il proprio mondo musicale, impreziosito anche dalla presenza di Don Antonio, e delle sue chitarre lapsteel e quindi di quella dimensione squisitamente americana così cara a Rigo. (Gilberto Ongaro)