recensioni dischi
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THE PITCH & SPLITTER ORCHESTER  "Frozen orchestra (splitter) "
   (2018 )

Il nuovo album della Splitter Orchestra, ensemble fondato nel 2010, con base a Berlino e formato da 24 elementi, è, come i precedenti, una collaborazione: a spalleggiare l’orchestra in questo disco sono i Pitch, gruppo formato per 3/4 proprio da elementi già appartenenti all’orchestra; ciò che risulta da questa comunione di intenti è una ricerca sonora sperimentale e imprevedibile.

''Frozen Orchestra'' (appena uscito per Mikroton Records) è composto di un’unica, lunghissima traccia, 60 minuti di puro trasporto e di esperimenti musicali strepitosi, con i primissimi minuti a concepire la creazione e a far concepire nell’ascoltatore l’idea di qualcosa che si sta lentamente formando, un universo lontano e indescrivibile a parole, un work in progress che si snoda attorno a fiati sinistri e a rumori inquietanti, il tutto bilanciato da arpeggi appena accennati che aumentano l’instabilità dell’opera. Venti minuti dopo siamo già in un altro universo: il minimalismo onirico e psichedelico di Terry Riley si unisce a quello geometrico e cerebrale di Steve Reich; altri venti minuti passano e le onde sonore emesse riconducono ora a LaMonte Young ora a Philip Glass, i cui influssi sono evidenti in più di un passaggio. Gli ultimi venti minuti sono più amari e dissonanti, le note pungono maggiormente e l’inquietudine non cessa: come un turbine lento e inesorabile il mistero e il terrore si ampliano grazie a sibili leggeri e a intervalli inattesi, fino al congiungimento del cerchio, con l’opera che lentamente sfuma, i suoni che si allontanano e la tregua che viene ristabilita dopo una tempesta tremenda.

La calma è tornata, certo; ma ciò che è avvenuto in quell’ora di esperimenti e fughe in mondi paralleli non può essere dimenticata. La Splitter Orchestra, con l’aiuto dei Pitch, ha composto un altro ottimo lavoro, non dimenticando il proprio passato ma proiettandosi a testa alta in un futuro ancora più interessante. (Samuele Conficoni)