recensioni dischi
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BONSAI BONSAI  "Bonsai Bonsai"
   (2018 )

I Bonsai Bonsai sono un gruppo giovane (classi dal '95 al '98) che propone un indie rock caratterizzato dall'unione di sferzate brit a sonoritÓ elettroniche di sintetizzatori. L'omonimo Ep propone sei tracce in cui emergono influenze differenziate. L'apertura "Opening" Ŕ strumentale, su un ritmo terzinato che verso la fine diventa un 4/4 dritto. Da subito emergono due elementi ricorrenti: la tendenza ad evidenziare negli accordi di chitarra la settima minore, rendendo i brani abbastanza sobri nella loro enfasi, e la presenza massiccia di arpeggi di tastiera. "Caught" fa sentire la voce del cantante, il cui tono tende al sottile e acido, prendendo forse vagamente spunto da quella di Liam Gallagher. Rapide note sintetiche vanno di pari passo con il pedale della batteria in "Question", rock che sembra partire rapido e invece, quando il pezzo si apre, si rivela un andante riflessivo. La canzone termina con lo scrosciare di una pioggia che si lega all'inizio della canzone successiva, "Ripe", un brano molto atmosferico, con un pad riempiente di tastiera e tocchi leggeri di chitarra. "Trees" e soprattutto il finale "Closing" rivelano anche una vena progressive, con due incisi solenni di synth, dal gusto Genesis di prima maniera. "Trees" affianca al lead synth anche un lick di chitarra piuttosto blues. Di per sÚ i Bonsai Bonsai sono bravi e sanno mescolare le carte in maniera disinvolta e curiosa. Il prossimo passo sarÓ definire una formula che identifichi la band, trovare la propria cifra stilistica in mezzo a questo lago di fuggevoli suggestioni. (Gilberto Ongaro)