recensioni dischi
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ANDREA DEVIS  "Nella stanza"
   (2018 )

Il debutto solista di Andrea Devis è una singolare dimostrazione di freschezza, creatività e di bravura vocale ed interpretativa. Undici canzoni proprie e in chiusura due cover, contenute nell'album "Nella stanza", piene di sorprese. A partire dagli arrangiamenti: partendo da un sentimento pop di base, le canzoni vengono tessute con un misto tra chitarre elettriche pulite e distorte, e quei suoni smargiassi degli anni '80, tra rullante triggered e suoni di tastiera plasticosi (specie in "Posso fare a meno di te"). In questo pezzo, Andrea carica di groove la melodia che canta, con tante sincopi. Nel brano scelto per lanciare il disco, "Dopo di te", si apprezza anche l'utilizzo del falsetto, che diventa estremo in "Almeno tu (stanotte)", dove Devis si lancia in una nota acutissima. "Zucchero di canna nel caffè (Soli a metà)" è un raffinato lento, con pad di tastiera e sopra una chitarra acustica, un po' à la Sting nella sua fase più trascendentale. Anche qui ogni tanto arrivano impunemente dei suoni anni '80 di tastiera. Difficile quindi perdere l'attenzione, con questi continui stimoli contrastanti, guidati dalla voce che rimane impassibile nonostante tutto, che anzi mostra disinvoltura anche nelle note più gravi, affrontate all'inizio di "Ci si innamora delle persone sbagliate". Questa ballata in 6/8 possiede un surreale ritornello corale, inizialmente all'unisono, che sembra più un coro da stadio che uno gospel; ma poi la sua reale natura viene rivelata nel ponte. Altro pezzo elegante è la titletrack "Nella stanza", tra un piano elettrico che fa ping pong nelle cuffie, armonie di settima e nona da Earth Wind & Fire, e un testo semplice ma non troppo banale: "Portami di notte tra i trifogli in libertà, spogliami con gli occhi e vestimi di amenità". Altre armonie zuccherose si possono trovare ne "Le parole allontanate", sull'arpeggio di chitarra pulita con chorus che fa molto estate vintage, e accompagna un testo d'amore un po' psicanalitico: "Somiglierò a quell'immagine che tu hai di me, ricostruirò il mondo per riassumerlo in te". Altre parole che analizzano i sentimenti dal punto di vista psicologico si trovano nell'orecchiabile pezzo "Pezzi di cuore tra i cuscini del divano": "Credo alle parole che non hai pronunciato, mi manca quella vita che non ho mai avuto". Il giro armonico è il più utilizzato al mondo, e viene reso meno scontato dall'arrangiamento che unisce il suono di archi pizzicati alla chitarra rock. Ci sono ancora un paio di pezzi allegri: "La risposta", con la tipica chitarrina funky e un ritornello ammiccante a quello spirito anni '00 a metà fra Alexia e Syria, e "Non aver paura di me", che propone quel pop soul tipico di un momento festoso, in un moderno film Disney. Andrea Devis sfoggia anche un bell'inglese in "Hate to say I need your love", brano toccante per sola voce e pianoforte, costruito come una canzone di Elton John. E infine passiamo a quelle due cover, scelte con particolare ricerca dell'emotività. L'originale "Love is all" di Yanni è uno di quei classici pezzi che ricercano la definizione dell'Essere Umano, mirando a diventare universali. Andrea lo riveste di elettronica novantiana e una chitarra elettrica riprende l'aria del soprano e del flauto che c'è nell'originale. E infine "This day" è una composizione di Edwin Hawkins, direttore del suo coro omonimo, divenuto celebre per la versione di "Oh happy day" nel 1969. Qui l'accompagnamento è tutto lasciato alla chitarra elettrica pulita, e a metà arriva il coro a soddisfare le aspettative. Insomma, un disco coi fiocchi! (Gilberto Ongaro)