recensioni dischi
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BOOSTA  "Iconoclash"
   (2004 )

Dalle tastiere dei Subsonica ad uno dei progetti più genialmente bizzarri degli ultimi anni. Prendi le classiche canzoni dell'italodance degli anni '80, trattale male, lascia che si facciano schitarrare, ed ecco il risultato. Andare a ritoccare le varie "I like Chopin", "Happy children", "Masterpiece" eccetera, lo avevano fatto in tanti, ma solo per rivisitarle a seconda delle nuove tendenze disco, alzando l'unz-unz e il ritmo dei bassi. Ma trattarle come se a risuonarle fossero i Cure di "Japanese whispers" o Siouxie? Boosta cerca di fare questo, creando un lavoro finale che mostra quanto ci fosse di bello, e non solo di facile, nella dance del 1983. Andando a bussare alle porte delle voci originali, che in vari casi ricantano i pezzi, e andando anche a riesumare capolavori smarriti come "Milano e Vincenzo", "A Berlino va bene" e "Polisex", con ringraziamento da parte degli amanti di Fortis, Garbo e Ivan Cattaneo. C'è Alberto Camerini che torna su "Rock'n'roll robot", i Righeira strapazzati mentre la loro estate finisce: c'è, insomma, un bignamino della musicalitalia del tempo, rivisitata con la new wave che andava in contemporanea, oltre a suoni più recenti. E se qualche pischello, incuriosito, fosse andato a ripescare Gazebo, allora vuol dire che il risultato è stato portato a casa. (Enrico Faggiano)