recensioni dischi
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OLIVIA LOUVEL  "SculptOr [Hepworth Resounds]"
   (2020 )

Olivia Louvel Ŕ una compositrice e artista britannica di origine francese, il cui lavoro si basa sulla voce, la computer music e la narrazione digitale. Il suo lavoro Ŕ a metÓ tra creazione e documentazione, prendendo spesso come punto di partenza testi esistenti, documenti autobiografici o poesia. La sua pratica si basa su una lunga esplorazione della voce, cantata o parlata, e la sua manipolazione attraverso la tecnologia digitale, come metodo compositivo.

Il suo progetto pi¨ grande fino ad oggi, ''[Hepworth Resounds]'' (2020), Ŕ un progetto di sound art multiplo basato sulla scultrice britannica Barbara Hepworth. ''[Hepworth Resounds]'' consiste in due oggetti sonori: ''The Sculptor Speaks'', una sonoritÓ di una registrazione del 1961 della voce di Barbara Hepworth, e questo album - ''SculptOr'', appena uscito per Cat Werk Imprint - una suite di nove pezzi basata su lunghi scritti della Hepworth.

In ''Use Your Own Body'' la voce della Hepworth viene scolpita nei primi istanti fino a quando non consegna il suo testo alla voce di Louvel per il resto delle composizioni. La fisicitÓ della scultura e la concretezza data dal suono sono presenti in tutto l'album.

''Must Carve a Stone'', la traccia numero 2, e ''Studio'', la numero 7, sono le meglio riuscite. Ricordano la Bjork degli esordi. E non mi riferisco solo ai loop gentili e isterici in cui le voci si adagiano, ma anche alla voce di Olivia. Non ha la stessa estensione vocale dell' artista islandese, ma l'intenzione Ŕ molto simile. ''SculptOr'' e' molto piacevole da ascoltare. Appare alle orecchie come l'embrione di un audiolibro. Sfortunatamente, tutta la magia dell'album si Ŕ rotta quando, raggiunta al telefono per chiederle una intervista, l'artista voleva dettare le regole ("non piu' di 5 domande! Ma che rivista Ŕ? Mind Gap??") e quindi le ho risposto gentilmente "bye bye Olivia, next time". (Matteo Preabianca)