recensioni dischi
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PULLED BY MAGNETS  "Rose golden doorways"
   (2020 )

Seb Rochford è un musicista e compositore scozzese, ma di stanza a Londra, con un ricchissimo bagaglio di esperienze pregresse come batterista di Polar Bear e Menlo Park, passando per Basquiat Strings, i primissimi Babyshambles, David Byrne e Brian Eno. Pochi giorni fa, ha presentato al mondo la sua nuova creatura, i Pulled By Magnets, con cui ha pubblicato “Rose Golden Doorways” (appena uscito per Glitterbeat/Tak:til Records), un esperimento jazz tra il noir e l’etereo, tra l’industriale e il cinematografico, lungo trentotto minuti e suddiviso in nove capitoli. “Rose Golden Doorways” si apre con le atmosfere scure e claustrofobiche del singolo “Nothing Nowhere”, e prosegue col blues tormentato di “Slow Shrouded Aisle”. “Breath That Sparks” è solo un intermezzo che conduce al free jazz, acidulo e sospeso, di “Those Among Us”, prima del minimalismo di “The Immortal Fire”. “Cold Regime People Die”, dall’incedere più cadenzato, sembra voler aprire timidi squarci di luce, poi “Within” risucchia l'ascoltatore all’interno di una bolla dub. “The Moon Of Oduglin” segue un andamento ondulatorio, suggerendo climax che tardano ad arrivare, mentre “Invite Them In” è la chiosa, distorta ed elettrica, in cui la tensione jazz non accenna a stemperarsi. Seb Rochford conferma la sua grande versatilità con un lavoro affascinante, ispiratissimo e senza reali punti deboli. (Piergiuseppe Lippolis)