recensioni dischi
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SHERIFFS OF NOTHINGNESS  "An autumn night at the crooked fest"
   (2020 )

Gli Sheriffs Of Nothingness sono Kari Ronnekleiv, violinista, e Ole-Henrik Moe, violista, duo norvegese attivo dal 2004 e nato come gruppo d’improvvisazione. Da poco, la formazione scandinava è tornata con “An Autumn Night at the Crooked Fest”, quarto lavoro discografico (appena uscito per Sofa Records), registrato, com’era già accaduto per i precedenti tre, in una piccola cabina situata in una foresta a ovest di Oslo. L’album nasce con l’idea di rappresentare il fuoco, sia esso quello di un camino o quello di un falò, come ispiratore di riflessioni e meditazioni, in quattro brani, tutti improvvisati, che condividono un’impostazione piuttosto lineare per riprodurre un senso di stasi, più che di immobilismo, e l’immagine del fuoco stesso, sempre uguale a sé stesso pur cambiando incessantemente forma. Come una fiamma controllata, e anche come chi staziona nei pressi di essa per meditare, i brani di “An Autumn Night at the Crooked Forest” non assumono mai una direzione particolare: si muovono lentamente e con dolcezza, ma senza mai stravolgersi, ed è il caso di “Hearth, Red Gloom, with Lot of Near-ir", “Muted Birch-logs" e “Under-ash-embers, with Hints of Green Light in Spectrum”. Qualche timida variazione sul tema compare nel corso degli oltre diciotto minuti di “Great Spruce-log", ma non rivoluziona le idee forti che permeano l'album. “An Autumn Night at the Crooked Fest” può essere compreso soltanto considerando il concetto che risiede alla sua base: è un passaggio necessario, ma dopo di esso l’ascoltatore non può che rimanerne affascinato. (Piergiuseppe Lippolis)