recensioni dischi
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AI YAMAMOTO  "Pan de sonic – Iso"
   (2021 )

Quanti di voi hanno provato per gioco a battere a tempo i piatti con le forchette? L’artista giappo-australiana Ai Yamamoto, stando chiusa in casa, si è accorta della musicalità dei rumori domestici, e ha fatto di quel gioco un vero e proprio disco: “Pan De Sonic – Iso”, appena uscito per Someone Good Records. L’album descrive una giornata tipo, e le tracce sono composte da reali oggetti quotidiani. Partendo dal risveglio, “Waking up” apre il disco con la sveglia del cellulare, che qualcuno riconoscerà, per poi immergersi nell’acqua del lavandino, con attorno le voci dei bimbi e il gatto che pretende cibo. Ci spostiamo in cucina con “Start of the day”, dove Ai crea una ritmica con le tazze, il coltello, il tostapane, e i bambini ridono e schiamazzano. Una colazione un po’ più movimentata della “Alan Psychedelic Breakfast” dei Pink Floyd. I 32 secondi di “Ritual” ci riportano in bagno, per la consueta spazzolata di denti, con tanto di risciacquo, ma con i canarini in sottofondo dalla finestra. E poi eccoci al lavoro in “Late morning”, di sicuro un lavoro d’ufficio, tra lo scartabellare della carta e lo scorrere delle matite. Suoni di bicchiere creano un’armonia e una melodia tonale, affiancata ai rumori concreti. Fine giornata. “Afternoon exercise” ci porta al tempo libero, da trascorrere giocando a tennis nel giardino. Si sentono infatti i passi nell’erba, colpi di racchetta e pallina, un insistente trampolino che vibra, e perfino una ranocchia in giardino. Raggiungendo l’ora dell’aperitivo, ci sono i calici di vino di “Wine glass assembly waltz”, fatti suonare però non come ci aspettiamo, sfiorando i bordi superiori col dito. Questo succede invece nella traccia del tramonto: “Evening night fall”, dove le armonie ci avvolgono per 11 minuti, fino a lasciarci al calore degli scoppiettii di un fuoco. Infine, ci addormentiamo con la ninna nanna del gatto, “Gigi’s lullaby”, cioè le sue fusa, che chiudono il disco assieme a stanche bottiglie di vino. Ecco come uno sguardo artistico riesce ad osservare e trascendere un giorno qualsiasi. (Gilberto Ongaro)