recensioni dischi
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ANDREA TICH  "Storia di Tich (pop suite)"
   (2021 )

A oltre quarant’anni dal suo debutto discografico con “Masturbati”, mitologico album dance uscito per la storica etichetta Cramps, e a tre anni dall’ultimo “Parlerò di te”, è tornato il cantautore siciliano Andrea Tich, affiancato da Claudio Panarello e Alessandro Sbrogiò, insieme con la Magister Espresso Orchestra, con “Storia di Tich (pop suite)”, disco di undici brani vicino ai cinquanta minuti di durata complessiva. In questa sua nuova raccolta di inediti, Andrea Tich ripercorre momenti che hanno segnato la sua esperienza di artista e di uomo, confermando una sensibilità e un gusto musicale autentici, difficilmente riassumibili con una semplice etichetta di genere. A un’impostazione che rimane di stampo pop cantautoriale, Andrea Tich associa una psichedelia leggera e liquida, qualche ricamo etnico, note classicheggianti e mediterranee, articolando un discorso affascinante e complesso che difficilmente riesce a rivelarsi interamente con un solo ascolto. Tra i brani più belli di “Storia di Tich (pop suite)” figurano l’opener “Viaggiare”, dove confluiscono diversi degli elementi che permettono all’album di somigliare esclusivamente a sé stesso, le pulsioni pop di “Questo angolo di mondo”, la malinconia al miele di “Megavita Megamore”, la psichedelia di “Sotto un albero” e la deliziosa “Pensa se noi avessimo le ali”, ma non c’è alcun passaggio che appaia non a fuoco. Il pregio principale di “Storia di Tich (pop suite)” è il fatto che potrebbe calarsi alla perfezione in diversi decenni musicali, compreso quello che viviamo, senza mai apparire fuori posto. (Piergiuseppe Lippolis)