recensioni dischi
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LAMBSTONE  "Higher deeper"
   (2022 )

Dopo l’esordio di “Hunters & Queens”, i Lambstone ritornano a distanza di 5 anni con “Higher Deeper”, un lavoro contenente 10 tracce che spaziano tra le praterie del Rock e del Post-Grunge, strizzando l’occhio alla band statunitense degli Interpol.

L’album vede la produzione artistica di Pietro Foresti (produttore multiplatino) che, insieme ai ragazzi dei Lambstone, tirano fuori un lavoro impeccabile, curato e definito.

Si respirano suoni contemporanei e freschi, una bella notizia dato il momento storico musicale, dove la componente elettronica insieme alle sequenze pre-registrate la fanno da padrone, a dimostrare come, ancora una volta, il rock, nonostante la formazione classica, riesca sempre a trovare la strada per arrivare all’ascoltatore.

I Lambstone concepiscono un’opera valida ed educata, perfetta anche per il mercato mainstream: molto bravi tutti i componenti, che creano una sinergia perfetta tra loro, e questa caratteristica arriva dritta all’ascoltatore. La loro coesione si rispecchia nelle loro canzoni mantenendo dalla prima all’ultima traccia un livello alto, talmente alto che potrebbero essere tutte quante dei potenziali singoli, e questo aspetto non è affatto da sottovalutare perché sottoscrive, ancora una volta, l’accuratezza e il duro lavoro che si nasconde dietro ad un prodotto del genere.

Un’ottima conferma da parte dei Lambstone. (Silvio Mauro)