recensioni dischi
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BARZIN  "Voyeurs in the dark"
   (2022 )

Ammantato di una soave delicatezza che lo rende a tratti davvero amorevole, “Voyeurs in the dark” – su etichetta Monotreme Records – è il quinto album in carriera per Barzin, artista originario di Toronto attivo da oltre vent’anni all’insegna di un songwriting intimo e raccolto, declinato in una serie di lavori preziosi per scrittura e raffinatezza, non ultimo il soundtrack realizzato per “Viewfinder”, recente opera cinematografica del regista britannico Jason Yeomans.

Album avvolgente e morbido che si avvale di testi introspettivi, di sonorità eleganti e di collaboratori di rilievo (tra i quali cito almeno Nick Zubeck, dal 2014 parte del progetto Sun Kil Moon), offre con garbo e stile undici tracce a tinte pastello in trenta minuti di diafana beatitudine, tra accenni di lounge music ed inflessioni jazz, atmosfere che spaziano dal chill-out della suadente “Watching” (in duetto con Set Feux) al pop cameristico di “Knife in the water”, dal mood notturno di “To be missed in the end” all’elettronica misurata di “It’s never too late to lose your life”, passando per le timide inflessioni pinkfloydiane di “I don’t want to sober up” e per brevi episodi strumentali che fungono da raccordo tra i brani principali.

Su un’aria sospesa e vibrante limitrofa al neoclassicismo, chiude l’album la suggestiva “Distant memories”, appoggiata ad una cadenza docile e indolente che sulle note di un pianoforte lontano dispiega la sua soffice malinconia, suggello ad un disco di tenue bellezza, deliziosamente inafferrabile. (Manuel Maverna)