recensioni dischi
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TERRY BLUE  "Only to be there"
   (2022 )

Fermi tutti. Stavolta davvero, fermatevi, ho qualcosa da dirvi, anzi, solamente due parole: Terry Blue.

Quante volte abbiamo cercato chissà dove un cantautorato di qualità, fresco ma anche old school invano? Quante volte abbiamo detto: “ah, non ci sono più gli artisti di una volta”?

Ecco, questa volta li abbiamo trovati ed hanno un nome ben preciso: Terry Blue. La band svizzera ci ricorda che gli artisti di qualità esistono ancora, che la musica non è solamente vitalità, meme, addetti alla sicurezza che diventano vip, parole vuote.

Il loro new folk/soul ricorda artisti come Dylan e Cohen (vi pare poco?) e si avvicina a mostri sacri come Iron&Wine e Damien Rice, senza troppa difficoltà.

La loro musica è una dolce mousse di cui non poter fare a meno. Il piatto dello chef stellato che stupisce, conquista e rapisce. I Terry Blue meritano i grandi palchi, meritano d’esser acclamati ed osannati.

Potranno stupire ancora? Speriamo di sì e speriamo che la loro musica viaggi veloce, perché c’è un grandissimo bisogno di meritocrazia musicale. Punto. (Lorenzo D'Antoni)