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MR.WOLAND  "Burn the streets again"
   (2022 )

Sono incaricati di diffondere il rock’n’roll più veloce e rumoroso, affinchè il verbo in questione non venga frainteso da noi, anime perse in tutta la nostra magnificenza.

Il mandatario, che trama sottotraccia, è un ipotetico signore chiamato Mr.Woland, che vigila nell’ombra sulle nostre esistenze in chiaroscuro.

Dal 2018, cinque baldi e navigati musicisti decidono di far proprio il nome per metter su una band che ne ricalcasse l’imput ideologico, ed ecco che, prima con “Kerigba” ed ora col secondo, nuovo album “Burn the streets again”, proseguono fedelmente l’intenzionalità con un abbondante menù di 13 brani.

Rimanere, però, ancorati al sound aggressivo e potente del passato, sarebbe stata una stagnazione stilistica alquanto inconcludente, quindi la band vira su strutture affilate sì, ma più oscure, portando a casa un risultato appagante.

Dopo l’intro strumentale di “No hope”, il singolo “Tick her off” si occupa della rabbia giovanile, vogliosa di un futuro meno incerto, con un gagliardo rock’n’roll risolutivo e ricco di pathos. Certo che, di cose (giuste) da dire questi ragazzi ne han tante e tutte centrate, come le invettive ed abrasive “Everything turns” e “Hell song”, oppure quelle prese di coscienza, traducibili in “Ride on” e “Put on a snow”, che non sempre van date per scontate (anzi!).

Vista la frenesia di questi tempi, in molti smarriscono quell’analisi introspettiva che il combo veneto cerca di richiamare all’ordine del giorno con due episodi ultradinamici come “Put on a show” e la conclusiva “Ride on”. Tra le più tirate, emergono l’efferata “At your service”, la tellurizzante “I’m a fool” e l’avvelenata “Doom of love”, giusto per alzare la temperatura di qualche grado. Non da meno la titletrack, che tiene il passo di marcia, senza sbandare in curva, mantenendo un assetto sonoro coriaceo e declamatorio.

Comunque, non basta semplicemente urlare per ribellarsi a rivolte, razzismo, politica corrotta, controllo di popolo ed altre incombenti problematiche: le parole van ponderate bene e a lungo, per non cadere nel tranello del facile populismo, ed i Mr.Woland lo sanno bene. Solo da una lunga gestazione può scaturire qualcosa di molto credibile. Cosi è stato, cosi è e cosi sarà. (Max Casali)