recensioni dischi
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OMAR SOSA & SECKOU KEITA  "Suba"
   (2022 )

Prendiamo le mani e la mente di un grande maestro del pianoforte e uniamole ad un altro maestro, questa volta di Kora e canto, il primo cubano e il secondo senegalese, e abbiamo così ''Suba'', un incredibile disco di 11 tracce, world music a livelli altissimi.

C’è l’arte, c’è il genio musicale, c’è l’umanità estratte a piene mani dalla madre Africa, dalla sua spiritualità, quella che è la culla dell’essere umano. Tutte queste tematiche sono state racchiuse nella parola che porta questo lavoro: “Suba”, che in lingua mandinka significa alba.

Non bisogna essere esperti musicali per apprezzare lo spessore musicale di questi due grandi maestri, che attraverso la loro visione musicale ci regalano un profondo viaggio nell’essere umano, riscoprendo in questi tempi asettici e meccanizzati proprio cosa significa essere umani.

Attraverso i loro brani si ricompone quel cordone ombelicale che ci lega alla madre terra, quella madre terra che trattiamo male ma, come la più amorevole delle madri, continua a trattarci e coccolarci finché ne ha perché siamo pur sempre suoi figli. Questo legame ci sveglia dal torpore tecnologico attuale, riscoprendo i valori di vicinanza e famiglia nel rispetto di tutto ciò che ci sta attorno, prendere e dare senza chiedere e senza pretendere.

Un lavoro musicale altissimo e ricco in ogni sua nota di sentimenti puri e positivi, un messaggio bellissimo e forte: quello di riscoprire l’essere umano attraverso le sua origine, sopravvivere alla notte del capitalismo metropolitano per poter vedere una nuova alba, forte e radiosa come le prime che vedevamo all’inizio della nostra civiltà in Africa. (Silvio Mauro)