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EVIL-MINDED  "Lucy's fate"
   (2023 )

Il nuovo album degli Evil-Minded “Lucy's fate” porta i segni dell'heavy metal classico degli anni '80, ma con ritornelli corali che ricordano influenze più folk “piratesche”. Il brano “The Eternal City” ne è un esempio lampante. Da notare che ci sono vari cambi di tempo senza preavviso, non “preparati”; ad esempio, in questo pezzo si passa da un ritmo terzinato, a una classica corsa heavy dai bpm diversi, così da restare disorientato ai primi ascolti. Cambi imprevisti ci sono anche nel pezzo d'apertura, “The evil within”, e ancora più vistosi in “Weighing of the heart”.

E non dimentichiamoci le quinte parallele diffuse in più canzoni, tipiche di questo genere marziale. C'è tutto per i metalheads più classici, anche il midtempo “Filibuster”, con melodia cantata sulla scala blues. Poi “1789”, con un'introduzione epica ci porta in uno scenario à la Iron Maiden, mentre la strumentale “London Vampire” si muove su coordinate più sinfoniche. Ed eccoci alla titletrack, “Lucy's fate”, in cui la voce, prima di cantare, ci introduce un racconto su Van Helsing.

“Unmerciful life”, per quanto parli di una vita spietata, ci concede a metà canzone un tranquillo ponte acustico. L'album è chiuso dall'inquietante titolo “Rock squadron”, chiudendo con gli stessi elementi formali descritti. “Lucy's fate” è un album metal che cerca di evitare la monotonia, con queste costanti variazioni, che però non snaturano il sound tradizionale che gli appassionati si aspettano. (Gilberto Ongaro)