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ANOUCK GENTHON "aẓǝl"
(2026 )
Con ''aẓǝl'', pubblicato il 10 dicembre 2025 da Sbire Records, Anouck Genthon firma un’opera che è al tempo stesso viaggio sonoro, gesto autobiografico e atto di traduzione culturale.
Il disco nasce infatti come sedimentazione di un lungo percorso di ricerca etnomusicologica svolto tra il 2008 e il 2012 in Niger, dove la violinista ha studiato in profondità la musica tuareg e, in particolare, il timbro e il ruolo dell’anzad, uno strumento ad arco tradizionalmente suonato da donne.
Questa esperienza, rimasta come un’impronta sonora nella memoria dell’artista, riaffiora anni dopo nel suo violino, diventando il punto di partenza di un lavoro che non mira a ricostruire fedelmente il materiale di campo, ma a trasformarlo attraverso la propria sensibilità.
''aẓǝl'' si configura così come un “violin tune” personale, un passaggio deliberato dalla figura della ricercatrice a quella della musicista, dove archivio, memoria e ascolto profondo si stratificano in una forma musicale unica.
L’unica traccia, una composizione di oltre ventidue minuti, esplora il potenziale timbrico del violino con un linguaggio che intreccia improvvisazione, minimalismo e attenzione microscopica al suono. È un brano che respira lentamente, in cui le sfumature – un fruscio d’arco, un accento improvviso, un armonico che si svela – diventano elementi narrativi.
La continuità con l’eredità dell’anzad non è imitativa, ma evocativa: più che nel gesto, è nella qualità dell’ascolto e nella cura del dettaglio che emerge la genealogia del pezzo.
La collaborazione con Lionel Marchetti, responsabile di registrazione, missaggio e mastering, aggiunge un livello ulteriore. La sua sensibilità elettroacustica, pur rimanendo discreta, contribuisce alla profondità della dimensione sonora, amplificando l’intimità del violino senza sovrastarne il carattere solista.
Registrato tra Poschiavo e Le Richoud nel giugno 2024, il brano conserva un senso di spazio fisico, come se ogni vibrazione trovasse un’eco nell’ambiente che l’ha ospitata.
''aẓǝl'' è un lavoro che procede per lente metamorfosi: un accumulo di strati, come sedimenti che si depositano nel tempo, creando una forma musicale che non descrive ma suggerisce, non spiega ma lascia affiorare. È un album che chiede attenzione e pazienza, ma ripaga con una profondità rara, offrendo un ascolto che è, insieme, meditazione, traccia di un incontro culturale e atto di memoria trasformata.
In definitiva, ''aẓǝl'' è un esempio luminoso di come un percorso artistico possa nascere dal dialogo tra mondi diversi – la tradizione tuareg, l’etnomusicologia, l’improvvisazione contemporanea – e trasformarsi in un gesto sonoro personale, identitario, poeticamente essenziale. (Andrea Rossi)