FRODE KJEKSTAD QRT  "Stars aligned"
   (2026 )

Con ''Stars Aligned'', pubblicato da Losen Records, il chitarrista norvegese Frode Kjekstad firma uno dei suoi progetti più maturi e coesi, affiancato da tre partner d’eccezione: Eric Alexander al sax tenore, Roy Powell all’organo Hammond e Frederik Villmow alla batteria.

Una formazione internazionale che non solo giustifica, ma dà pieno significato al titolo dell’album: quattro “stelle” che realmente si allineano in studio, trasformando una sessione norvegese invernale in un lavoro caldo, fluido e sorprendentemente vivace.

Il disco si presenta come un perfetto equilibrio tra tradizione hard bop e una sensibilità moderna nell’arrangiamento e nell’interplay. La scrittura di Kjekstad è essenziale ma brillante: temi brevi, incisivi, che si prestano a un’improvvisazione fertile, dove i musicisti si muovono con naturalezza e un senso di dialogo quasi telepatico.

L’album si apre con ''The Phineas Train'', un brano-manifesto: energia pura, swing tagliente e una serie di assoli che introducono subito l’eleganza e la potenza dell’ensemble. Da qui in avanti, il disco costruisce un percorso caleidoscopico.

''Open Ocean'' porta un tocco lirico in 3/4, un respiro jazz-waltz che amplia l’atmosfera, mentre ''Blues 4u'' affonda profondamente nelle radici blues, con un groove solido e una comunicazione musicale immediata. Tocca poi a ''Bonebreaker'', episodio che alterna funk e swing con grande naturalezza, dimostrando la flessibilità ritmica del quartetto.

''Moon Song'', la ballad del disco, è forse uno dei momenti più intensi: sussurrata, elegante, con un suono “notturno” che conquista senza bisogno di virtuosismi, mentre la title-track ''Stars Aligned'' riafferma il carattere dell’album. Si tratta di un blues veloce, brillante, pieno di drive.

Brani come ''Hammond Cheese'' e ''Foggy Morning in the Woods'' mostrano il lato più atmosferico del gruppo: latino, meditativo, talvolta quasi cinematografico. ''Jingles'' chiude infine il disco con intensità, un’esplosione finale di energia e interplay che racchiude lo spirito dell’intero progetto.

Il quartetto brilla soprattutto per coesione: Kjekstad guida con una chitarra dal suono caldo, preciso, profondamente radicato nella lezione di Pat Martino, ma con una voce del tutto personale, mentre Alexander è, come sempre, un narratore impeccabile: fraseggio limpido, presenza autorevole.

Powell all’Hammond dona spessore e colore, modulando tra accompagnamento e controcanti con eleganza; Villmow, infine, tiene insieme tutto con una batteria elastica, modernissima, capace di muoversi tra swing classico, funk e atmosfere più sospese.

''Stars Aligned'' è senz'ombra di dubbio un album che unisce raffinatezza compositiva, profonda conoscenza del linguaggio jazzistico e una energia collettiva rara. Non c’è nulla di forzato o superfluo: ogni brano sembra posarsi esattamente al posto giusto, come se il disco si fosse davvero “allineato” in maniera spontanea.

È un lavoro che farà felici gli amanti dell’hard bop moderno, ma anche chi cerca un jazz narrativo, melodico, accessibile senza rinunciare alla complessità. Un quartetto in stato di grazia, un album che conferma Frode Kjekstad come una voce solida e originale del jazz europeo contemporaneo. (Andrea Rossi)