HYSHTRAL  "Ad infinitum"
   (2026 )

Con ''Ad Infinitum'', pubblicato il 16 gennaio 2026 tramite Art Gates Records, gli Hyshtral firmano un debutto che colpisce subito per coerenza, intensità e consapevolezza stilistica, soprattutto se si considera la giovane età del progetto, nato solo nel 2024.

L’album, otto tracce per poco più di mezz’ora, si muove dentro un metal contemporaneo ibrido e cangiante, dove il metalcore dialoga con suggestioni nu‑metal, groove e persino echi deathcore. È un’estetica, quella della band, che crea un amalgama di stili capace di combinare aggressività, melodia e atmosfere tese e introspettive.

Ciò che emerge immediatamente da ''Ad Infinitum'' è la volontà di giocare coi contrasti: esplosività e quiete, rabbia e introspezione, luce e oscurità. Il disco segue una dinamica ben studiata in cui i momenti più pesanti — sorretti da chitarre robuste, bassi profondi e una batteria che alterna pattern diretti ad altri più complessi — si fondono con sezioni più ariose e atmosferiche.

Questa dialettica è sottolineata anche dalla produzione di Nico Beninato, chiara ma potente, in grado di valorizzare tanto i breakdown più feroci quanto gli spazi più dilatati.

Uno dei punti di forza più evidenti è il lavoro vocale di Lorena Belizón (in arte Lorna), capace di oscillare con naturalezza tra registri limpidi e aperture gutturali.

Questa dualità dà profondità alle liriche, spesso centrate su conflitti interiori, fragilità psicologiche e cicatrici emotive che si riflettono perfettamente nella costruzione dei brani.

I passaggi in cui la band spinge verso territori più estremi risultano sempre equilibrati dall’emotività delle linee vocali pulite. Il disco si apre con “Cell in Hell”, probabilmente la traccia più forte del lotto: immediata, d’impatto, con un groove aggressivo e una costruzione che cattura sin dai primi secondi.

Il resto dell’album alterna momenti più diretti a episodi più atmospherici come ''Fighting Against Myself'', che esplora tinte più malinconiche e riflessive. Anche ''We Are All Psycho'' o ''Dance on the Edge'' mantengono alta l’intensità, pur non raggiungendo sempre la brillantezza dell’opener.

In generale, si percepisce un lavoro davvero solido: si potrebbe dire che mancano elementi davvero sorprendenti o sperimentazioni che spezzino le attese, ma questa osservazione è bilanciata dal riconoscimento immediato dell’enorme potenziale di una band così giovane.

''Ad Infinitum'' non rivoluziona il metal moderno — né sembra volerlo fare — ma lo interpreta con personalità, cura e una sorprendente maturità compositiva. La band spagnola dimostra di conoscere bene gli strumenti del genere e di saperli mettere a servizio di un suono credibile, energico e coinvolgente.

Le influenze, che vanno dai Deftones ai Lamb of God fino alla scena metalcore più recente, vengono assorbite senza imitazione, restituendo un’identità precisa e riconoscibile.

''Ad Infinitum'' è quindi un debutto che funziona: breve, intenso, curato e soprattutto autentico. Un lavoro che mostra tanto ciò che gli Hyshtral sono già riusciti a costruire quanto le possibilità — molto interessanti — di ciò che potranno diventare.

Un album consigliato a chi cerca un metalcore moderno, emotivo e dal taglio cinematografico, capace di alternare impatto e profondità senza perdere coerenza. (Andrea Rossi)