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12/03/2016   SINE FRONTERA
  ''L'evoluzione dell'uomo sembra essersi fermata, è iniziato un processo di involuzione...''

La redazione di Music Map, incontra i Sine Frontera. Ciao e benvenuti. ''Ciao, grazie per l’invito!''. Qualche giorno fa avete presentato il nuovo singolo “Mar dei migranti” e il videoclip del brano stesso. La tematica affrontata si intuisce sin dal titolo. Di cosa tratta nello specifico questo brano e come mai avete voluto toccare questo quanto mai attuale argomento? ''Il fatto di toccare un argomento come questo, è forse da ricercare nella nostra sensibilità di artisti, di fronte a tragedie umane come la questione dei migranti. Quello che abbiamo cercato di fare, è stato semplicemente, immaginare di essere noi stessi, su uno di questi gommoni stracolmi di persone. Esseri umani, che partono lasciando tutto e che talvolta fuggono da guerre e situazioni di miseria, compiendo un salto nel buio, affrontando il mare e l’ignoto, come una sorta di “giro di roulette” che può andar bene ma con la stessa probabilità può andare anche male. E‘ ovvio che il discorso è molto ampio e articolato, noi abbiamo solo provato a raccontare, per quanto possibile, le emozioni, le paure e le speranze che può provare una persona in una situazione come quella, in balia degli eventi, e di quel breve tratto di mare che divide l’Europa, dal sud del mondo''. Il videoclip di “Mar dei migranti” è davvero molto particolare ed evocativo. Come è nata questa idea? ''Trovare un’idea originale per rappresentare una tematica come questa, non è stato facile. Prima di tutto abbiamo scelto di non comparire fisicamente, in quanto non volevamo strumentalizzare né tantomeno interferire con un argomento di forte dibattito come questo. Il nostro vero intento era quello di raccontare le emozioni, il lato umano, senza giudicare né prendere posizioni. Abbiamo messo al vaglio diverse idee, poi insieme a Roberto Pavani, direttore della regia, ci siamo avvalsi della collaborazione del noto illustratore Alessandro Sanna che a sua volta, attraverso i disegni e le illustrazioni, ha interpretato questo tragico viaggio, che migliaia di persone ogni giorno compiono, firmando le immagini del videoclip e la copertina dell’album''. “Mar dei migranti” anticipa l’uscita del nuovo disco “Restiamo Umani” prevista per la seconda metà di aprile. Che cosa ci potete anticipare in merito al nuovo lavoro? ''Diciamo che negli ultimi mesi abbiamo lavorato sodo per riuscire a terminare l’album nei tempi previsti, ma siamo convinti che questo nuovo lavoro sia il meglio riuscito, fra tutti i nostri dischi. Abbiamo elementi nuovi nella band, che hanno portato nuova linfa e nuove idee nella stesura dei pezzi, e poi ci sono canzoni che a nostro avviso hanno molte potenzialità per arrivare alla gente, che in fondo è quello che ci preme di più. Siamo sicuri che non deluderà il nostro pubblico''. Siete da sempre una band attenta alle tematiche sociali, lo abbiamo imparato ascoltando i dischi precedenti, e già questo primo singolo che ci avete presentato fa intuire quella che potrà essere la direttrice di “Restiamo umani”. Quali saranno i macro argomenti che confluiranno nelle canzoni del nuovo disco? ''Per cominciare dal titolo, abbiamo voluto omaggiare il giovane giornalista, pacifista e reporter Vittorio Arrigoni, ucciso nella striscia di Gaza in Palestina nel 2011, il quale chiudeva ogni articolo di corrispondenza, con la frase “Restiamo umani”. E’ un disco che parla dell’essere umano e delle contraddizioni in esso contenute, la fragilità e l’immensa umanità di cui a volte l’uomo è capace e con altrettanta capacità riesce ad essere il più feroce e brutale tra tutti gli esseri viventi. E’ un disco che vuole far riflettere sull’evoluzione dell’uomo, in termini di progresso e di civilizzazione culturale, che in questo momento storico, sembra essersi fermata, e anzi a volte sembra sia iniziato un processo di involuzione, anche nella società che riteniamo più avanzata, come quella occidentale, a volte si uccide per il solo gusto di vedere l’effetto che fa. Ci colpisce e non ci lascia indifferenti, che nel XXI° secolo ci siano ancora guerre di religione, dettate da retaggi culturali, degni del più becero medioevo, ci colpisce l’indifferenza in generale, anche la nostra, non è una questione politica, è una riflessione sull’essere e sul restare umani. Se ancora abbiamo una coscienza e un'intelligenza, sarebbe il caso di incentivarne l’uso più frequentemente...''. Sempre in linea con la vostra musica, ci sono anche le esperienze live all’attivo, che vi hanno portato ad esibirvi sia in Italia che all’estero in diversi contesti importanti, non solo per quel che riguarda i palchi, ma anche situazioni vicine a voi e alle vostre canzoni. Penso ad esempio alla vostra partecipazione al progetto "Musica e teatro in carcere", ma potremmo citarne molte altre. State già pensando e programmando i prossimi live? ''Naturalmente, stiamo già pensando e preparando anche la versione live e, come è giusto che sia, si differenzierà un poco dalla versione studio. Le esperienze come quella di suonare in carcere, purtroppo sappiamo che sono rare e irripetibili, a livello di arricchimento personale, ma sicuramente sulla nostra strada incontreremo altre occasioni per poter portare, con la nostra musica, un paio d’ore di svago e divertimento per qualcuno, o semplicemente una giornata diversa dal solito per qualcun altro. Nei prossimi mesi, inizierà il nuovo ”Restiamo Umani Tour”, e quello che ci auguriamo è di poter portare il nostro spettacolo, in giro, il più possibile''. Per aggiornamenti, ricordateci i vostri riferimenti web. ''Facebook: https://www.facebook.com/sine.frontera/; Twitter: https://twitter.com/SINE_FRONTERA; www.sinefrontera.it''. Un saluto e un grazie da parte della nostra redazione. ''Grazie a voi! Ciao a presto, S.F.''.