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17/02/2026
17/02/2026 TACØMA
''Rinunciare al superfluo non significa impoverire ma chiarire...''
TACØMA arriva a un punto di sintesi del proprio percorso con ''Tratto da una storia vera'', ep di cinque tracce pubblicato il 6 febbraio 2026, che mette al centro la necessità di ridurre la distanza tra esperienza personale e forma musicale. Non si tratta di un concept nel senso tradizionale del termine, ma di una scelta di campo: raccontare storie reali, emozioni vissute e frammenti biografici senza costruzioni narrative o sovrastrutture estetiche. L’ep si muove lungo una linea di coerenza emotiva più che tematica, lasciando che siano i dettagli e le sfumature a tenere insieme il racconto.
I singoli ''Amore Immenso'' e ''Serena'' hanno anticipato il progetto, delineando un equilibrio riconoscibile tra elettronica notturna, alternative pop/rock e una scrittura intima, attenta al quotidiano e alle sue incrinature. Attorno a questi brani prende forma un lavoro compatto, attraversato da un senso di fragilità consapevole che non cerca protezioni formali. La produzione, curata dallo stesso TACØMA insieme a Lorenzo Dolci, segue questa direzione con un suono caldo e misurato, che evita ridondanze e lascia spazio alla voce e al testo.
All’interno dell’ep, ''Mama'' rappresenta un punto di deviazione significativo. Il brano è stato realizzato insieme ad Alto, producer e beatmaker tra i più riconoscibili della scena italiana, la cui sensibilità lo-fi introduce una dimensione più sospesa e raccolta. La collaborazione non appare come un semplice innesto stilistico, ma come un ampliamento del vocabolario emotivo del progetto, capace di accentuare il carattere intimo del brano senza snaturarne la linearità narrativa.
Il momento più radicale dell’ep resta però ''Il mio canto blue'', registrato in presa diretta, voce e chitarra, in un’unica take. Una scelta che rinuncia alla perfezione tecnica per fissare un istante preciso, irripetibile, e che sintetizza il senso complessivo del lavoro: accettare l’imperfezione come parte del racconto.
Come sei arrivato a questo EP e come nasce il titolo? ''Arriva da una serie di brani nati senza un'idea di progetto. Il titolo è arrivato dopo, come una constatazione. Tutto quello che c’è dentro è successo davvero, senza finzioni''.
Come avete lavorato con Lorenzo Dolci sulla produzione? ''Abbiamo lavorato molto sull'essenziale. Ogni scelta doveva avere un motivo. Se un suono non aggiungeva verità veniva tolto. Lorenzo ha avuto un ruolo fondamentale nel mantenere questo equilibrio''.
È stata una rinuncia o una conquista? ''Una conquista. Rinunciare al superfluo non significa impoverire ma chiarire''.
Cosa ti ha convinto a lasciare intatto ''Il mio canto blue''? ''La consapevolezza che quel momento non si sarebbe più ripetuto. È stato come scattare una fotografia, ritoccarla avrebbe significato tradirla''.
Riascoltandolo oggi senti ancora la forza dell'istante? ''Sì, ed è questo che conta. Un’istantanea irripetibile''.
Cosa ha portato Alto in ''Mama''? ''Una dimensione più sospesa, intima, quasi onirica. Il suo approccio lo-fi ha aperto uno spazio emotivo diverso, molto coerente con il senso del brano''.