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03/04/2007   MARCO BARONI
  Da operatore ecologico a Sanremo...

L'abbiamo incontrato poco prima del suo showcase alle Messaggerie Musicali di Milano, dove lo aspettavano i suoi fan e parecchi curiosi. Il ragazzo è asciutto, di poche parole, ma quelle che dice le spara a raffica con il suo forte accento emiliano. Del resto è di Sassuolo, Marco Baroni, che ha raccolto parecchi consensi all’ultimo Festival di Sanremo, partecipando tra i Giovani con la sua «L’immagine che ho di te», scritta da lui e dal suo coautore e produttore Alberto Bertoni. Va anche ricordato che, in precedenza, Marco aveva raccolto una certa attenzione con un brano altrettanto interessante: «La mia generazione». E della sua generazione, specie quella che vive il precariato, Baroni ne è un tipico rappresentante, dato che prima del Festival di mestieri ne «frequentava» ben tre: operatore ecologico al mattino (guidava i camion della nettezza), commesso in un negozio di dischi il pomeriggio, musicista la notte nei club. E adesso? «Adesso mi sono licenziato dai primi due per fare il musicista a tempo pieno. Sanremo è stata un’esperienza positiva e mi sono pure divertito, ma forse solo ora riesco a vedere quella settimana in maniera nitida, perché quando sei là sei talmente travolto dalle cose che vai come un automa». Si diceva di Sassuolo, terra di cantanti (Caterina Caselli, Pierangelo Bertoli, Nek) e dove Marco vive e ha le sue radici. Tra l’altro, proprio il brano sanremese è incentrato sull’incontro/ scontro tra un padre e un figlio e le note autobiografiche sono evidenti. Molto bello il testo, sincero e senza sbavature sentimentali: «Capirmi è tutto quello che ti chiedo» recita un verso. «Papà ha reagito bene alla mia canzone» confessa Marco «ma non è che si sia lasciato troppo andare: lui è fatto così, uno che nasconde le sue emozioni. Magari bastasse una canzone a risolvere i problemi di ognuno di noi! Però, ci tengo a precisarlo, i nostri rapporti erano migliorati già da prima». Dopo il Festival è uscito l’album «Marco Baroni» con 13 tracce: «Lo definirei un album “introspettivo e riflessivo” ed è tutto scritto da me col mio coautore Alberto Bertoni. Intanto sto continuando la promozione, tra radio e showcase, mentre il 27 aprile è già programmata l’uscita del mio nuovo singolo dal titolo “Marta piange” e poi sto mettendo in cantiere un tour estivo». Insomma, i progetti non mancano per uno dei giovani che più hanno colpito al Festival, accrescendo la sua popolarità. «Be’, non è che tutti si girino per strada quando passo, però è vero che la popolarità ti cambia la vita: ora mi riconoscono in tanti. Diciamo che mentre un tempo nel negozio dove facevo il commesso andavo lì a vendere i dischi, ora vado lì ad autografare le copertine. Quelle del mio cd....». (Giovanni Pianetta - sorrisi.com)