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news - rassegna stampa

15/06/2017   VASCO ROSSI
  Esordiva esattamente 40 anni fa, con la pubblicazione del primo 45 giri ''Jenny / Silvia''

Vasco Rossi esordiva esattamente 40 anni fa: il 15 giugno 1977 veniva infatti pubblicato il suo primo 45 giri ''Jenny / Silvia''. All'epoca, è notorio, il giovane Vasco era il direttore di Punto Radio, che dalle colline modenesi raggiungeva quasi tutto il nord Italia con la sua musica e la sua programmazione davvero sorprendente per quei tempi. In un'epoca così pionieristica, il giovane Rossi cominciava anche a scrivere canzoni: esibirsi no, neanche per sogno, troppo timido per presentarsi davanti al pubblico. Una sera l'amico Riccardo Bellei, cantautore e co-fondatore del Punto Club e di Punto Radio, al termine della propria esibizione a Zocca annuncia a tradimento un nuovo cantautore, Vasco Rossi. A causa dell'ovazione immediata (Vasco era già celebre come dj), il nostro non potè esimersi dall'esibirsi: fu il suo primo concerto. Non sarebbe stato l'ultimo. Punto Radio cominciò così a passare "Jenny" (sottotitolo all'epoca "Era vestita di bianco lo stesso") e "Silvia", ma lui di fare il cantante non ne voleva proprio sapere, ad ogni passaggio importante si tirava indietro, almeno fino ai provvidenziali e risolutivi interventi di Curreri, l'amico unanimemente considerato il vero musicista della compagnia. Così il 15 giugno '77 esce, appunto, il 45 giri "Jenny/Silvia", registrato (con gli strumentisti del gruppo di Curreri, Le Cinque Lire) in due giorni (il 24-25 maggio) alla Fonoprint di Bologna, per la Jeans, una nuova etichetta creata appositamente per Vasco dall'editore di liscio Paolino Borgatti. Contemporaneamente alla registrazione dei due brani di Vasco, si registrò anche "Mr. DJ" di Mandrillo, singolo al quale collaborarono anche Curreri e lo stesso Vasco ai cori. Della prima tiratura di "Jenny/Silvia" (2500 copie), 1500 le acquistò direttamente Punto Radio e le altre 1000 rimasero più o meno immacolate nei magazzini della Borgatti. Venne però realizzata una seconda tiratura, stavolta su piano nazionale, grazie all'accordo della Borgatti con la Ri-Fi: dei 45 giri stampati in questa seconda occasione (2950, per l'esattezza), ne vennero venduti 1247. E così, nel novembre 1977, si cominciò a lavorare al primo, storico album di Vasco: finanziato ancora da Paolino Borgatti, costò circa 6 milioni di lire, poco ma non pochissimo per l'epoca, soprattutto se si pensa che tutti i musicisti intervennero in maniera assolutamente gratuita. Partendo dalle due canzoni del 45 giri (con "Jenny" misteriosamente ribattezzata "Jenny è pazza", pare ad insaputa dello stesso Vasco), si aggiunsero canzoni politiche (come "Ambarabaciccicoccò" e soprattutto "Ed il tempo crea eroi") e brani più romantici ma comunque crudi, di rottura per l'epoca, come "...E poi mi parli di una vita insieme" ed il nuovo 45 giri "La nostra relazione". Una volta registrato, tra gennaio e febbraio '78 l'album fu proposto a diverse case discografiche, con l'aiuto dello stesso Borgatti che, convintissimo delle potenzialità dell'artista, si rendeva conto di non avere i mezzi necessari. Arrivarono però i no decisi di Fonit Cetra, Cgd e Ri-fi (quante mani mangiate, in seguito...), così il disco fu stampato dalla Lotus, una nuova etichetta creata dalla Saar di Mario Rapallo e Walter Gurtler, in sole 20000 copie, all'epoca un numero quasi ridicolo, dal momento che non solo i grandi nomi ma anche gli esordienti arrivavano a stampare 50-80.000 copie. Fu l'inizio di tutto. Nessuno poteva immaginarlo allora, ed il 45 giri "Jenny/Silvia", così come il susseguente 33 giri, non andarono per niente bene come vendite (se non tra Bologna e Modena...) ma, per l'epoca, Vasco usava un linguaggio inedito, al quale ora siamo abituati ma che allora lo discostava da tutto il resto. In un'epoca, tra l'altro, nella quale la musica italiana era totalmente scomparsa dalle preferenze dei giovani, votati alla discomusic o, al massimo, al nascente movimento punk. Sembreranno banalità, ma tutti questi aneddoti hanno cambiato la storia della musica italiana. Al punto che oggi, 40 anni dopo, siamo ancora qui a parlarne.