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24/05/2018
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Annunciano il nuovo live album ''Boxer (live in Brussels)'', in uscita il 13 luglio

23/05/2018
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Il 6 luglio uscirà ''Silver Eye: Deluxe Edition'', con una nuova versione di ''Ocean'' insieme a Dave Gahan dei Depeche Mode

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news - rassegna stampa

15/05/2018   CANDIES FOR BREAKFAST
  Torniamo a parlare della band cremonese, ecco il parere del nostro redattore Max Casali

Se, per caso, qualcuno dubita che il rock non goda di buona salute, cambierà idea alla svelta, complice il prodigioso esordio dei cremonesi Candies For Breakfast, quartetto dalla forte muscolatura alt-rock e cuore d’acciaio, il quale rinvigorisce il genere con ruggiti anabolizzanti ed energia a profusione, riservando ai momenti ballad (tra tutte, la splendida “How long” a doppia voce) salutari recuperi di fiato. L’idea che ci si fa di questo disco è suggerita dal singolo “Xin Xin”: ossia come correre in un rally, guidato da un riff appiccicoso che funge da navigatore su una strada impervia e dissestata, con la singer Giulia Dagani che illumina con i fari della sua ugola, perché lei è “The Voice” e solo la clamorosa cecità di quel talent a cui partecipò non potè incoronarla Regina e, tutto sommato, a lei diciamo che è meglio cosi: ora è in una botte di ferro e si potrà togliere tanti sassolini dalla scarpa. I ragazzi cominciano il tracciato con “California”: chitarra stoppata con accordi zanzarieri che portano il brano in ampie distensioni di libertà con un drumming ricco di controtempi incalzanti. Tra saliscendi melodici e sferzate vocali si giunge a “Everytime” che, se non viene scelto come secondo singolo, farà scattare l’insurrezione dei fans, per quel gusto a presa rapida, quella vivacità alle stelle ed un refrain apicale che gira a mille con freschezza circolare. Tra la grinta “Evanescente” di Amy Lee e l’irriverenza di Jemina Pearl (Be Your Own Pet), la Dagani spinge la vocalità di “The death of me and you” su stesure emocore ed è giusto riservare a “We’ve lost” un finale insolito e surreale, dispersi nelle galassie dell’ignoto come fosse amnesia stilistica ma, giusto il tempo di illuderci che la corsa sia finita (con 3 minuti in silenzio), ed eccoli riprendere a sgasare con inedito pedale hardcore-punk fino al traguardo. Provate l’ebbrezza del circuito dei CFB, allestito in tutta sicurezza e con varianti da brivido: quelle esclusive, riservate soltanto a speciali rally musicali come questo, con quei scossoni che tanto simboleggiano le nostre telluriche vicende ma chiamati, come sempre, a riordinare con un sorriso (e grande musica) i dissesti che incombono nella vita. (Max Casali)