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news - rassegna stampa

30/09/2023   TUPAC
  A 27 anni dalla morte viene effettuato un arresto per il suo omicidio

Sono passati 27 anni dall'omicidio della leggenda dell'hip-hop Tupac Shakur, vittima di un agguato nella tarda serata del 7 settembre 1996 a Las Vegas quando aveva appena 25 anni. Il caso, nonostante le diverse piste battute dagli inquirenti a più riprese negli anni successivi, è rimasto irrisolto per quasi tre decenni e in questi giorni l'attesa svolta potrebbe essere arrivata: un uomo a lungo ritenuto testimone della sparatoria è stato arrestato e accusato di omicidio di primo grado. La presunta svolta nel caso dell'omicidio di Tupac Shakur è arrivata ieri, 29 settembre, al termine di una lunga indagine avviata nel 2018, quando l'uomo, identificato come Duane "Keffe D" Davis, oggi 60enne, aveva iniziato a rilasciare interviste sostenendo di esser stato a bordo della Cadillac dalla quale partirono i quattro proiettili che raggiunsero il rapper e ne provocarono la morte dopo sei giorni di agonia, il 13 settembre 1996.

Duane "Keffe D" Davis aveva ribadito quel racconto anche in un libro da lui firmato, ''Compton Street Legend'', e quelle dichiarazioni lo fecero finire nel mirino delle forze dell'ordine che, nel corso degli ultimi anni, hanno raccolto elementi e fatto collegamenti che fino a pochi anni prima non erano stati fatti, come il legame di parentela tra Davis e Orlando Anderson, membro della gang dei Crips con cui Tupac si era scontrato all'interno del MGM Grand Hotel di Las Vegas tre ore prima della sparatoria. Orlando Anderson, nipote di Duane "Keffe D" Davis, era finito subito al centro dell'inchiesta ma fu ucciso in un agguato nel maggio 1998. Alla luce delle presunte rivelazioni fatte da Davis a così tanti anni di distanza, le autorità sono entrate in azione nel luglio scorso con una perquisizione della residenza dell'uomo a Las Vegas. In quell'occasione, lo riferisce TMZ, gli agenti hanno sequestrato un computer fisso, alcuni smartphone e computer portatili e diversi proiettili.

Nell'ammettere di esser stato a bordo dell'auto insieme al killer di Tupac, Duane Keith "Keefe D" Davis, anche lui legato alla gang dei South Side Compton Crips, si era rifiutato di fornire il nome degli altri complici a bordo del mezzo, limitandosi ad indicare l'ormai defunto Orlando Anderson come autore del delitto. Il movente, secondo il 60enne, sarebbe legato proprio alla rissa esplosa in hotel poche ore prima dell'agguato. (Gazzetta.it)