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12/01/2026
12/01/2026 LA TOP... 34 (?) SINGOLI DEL 2025!
I migliori brani dell'anno appena trascorso, secondo il nostro ''super redattore'' Manuel Maverna
Carissimi, bentrovati.
Vi svelo un segreto: già non ha alcun senso stilare una classifica dei migliori album dell’anno, perché comunque si tratta di un giudizio personale e poi te ne sei persi il 95%, figuriamoci una classifica dei singoli, perché comunque si tratta di un giudizio personale e poi te ne sei persi il 99,9%.
Quindi, come al solito, prendetela per quello che è: un elenco di canzoni che mi sono piaciute, tutto qui, mettetele pure nella sequenza che preferite, non mi offendo.
La prima in classifica, però, fa eccezione. Come mi ha ricordato la app di Youtube Music, è la canzone della quale proprio non ho potuto fare a meno nel 2025: la canta una delle band che più amo da vent’anni e passa e che il 99,9% di voi – ne sono certo, ma non ve ne faccio una colpa e vi perdono – neppure sa che esista. Pazienza, ma cercate di rimediare, mi raccomando.
Come forse alcuni di voi ricorderanno, questa sarà la mia ultima classifica, poi mi troverete su Music Map con frequenza impronosticabile: nel frattempo, this is the last time I’m hosting this award, quindi ho deciso di fare un po’ come mi pare, senza riguardo alcuno per le regole del bon ton.
Ad esempio: il numero complessivo delle canzoni è insensato, perché non si è mai vista una Top 34, che io ricordi.
Ed anche: troverete più canzoni dello stesso artista, senza che ciò rappresenti un problema.
Ed inoltre: nella lista, fianco a fianco con outsider, dropout e future star, c’è anche qualche grande nome!
Pensate, gente: vi figurano perfino artisti che sono stati addirittura a Sanremo, tizi che definire nazionalpopolari sarebbe riduttivo e che ho pertanto nascosto nelle parti medie della classifica per non dare troppo nell’occhio, ché è roba da milioni di visualizzazioni!
Quindi, venghino con fiducia, c’è posto per tutti: qui vige l'eguaglianza, non conta un cavolo nessuno, sono solo canzonette, e va bene, va bene così.
That’s all, folks: sigla, sipario.
Statemi benone.
Manuel
1 Deportivo ''J'aurais Dû T'en parler''
"c'è una canzone che quest'anno non ti ha mollato", mi dicono le statistiche di Youtube. Ecco, non ho altro da aggiungere
2 AB29 ''Domenica''
senza fare le cose troppo difficili, quattro ragazze di Pisa centrano una canzone tanto perfetta che mi auguro arrivi a quante più orecchie possibile
3 Deportivo ''Trainards''
l'allegoria di una vita in due minuti. Il bar di una stazione come pretesto per ricordare che, alla fine, siamo tutti confusi nell'attesa di quello che ben sappiamo
4 Kingfishr ''I cried, I wept''
un lodato trio folk irlandese con quel bel vocione pastoso, quella melodia ampia e quel bel singalong da cantare in un prato o al pub
5 Giulia Mei ''Un tu scuiddari''
in tema di canzoni-killer, potete pescarne una a caso dall'album di Giulia Mei, funzionerà alla perfezione. Questa è con Anna Castiglia, che è bravissima pure lei
6 Lucio Corsi ''Nel cuore della notte''
ecco, vi regalo la mia quota-mainstream, ma santo cielo che mainstream: con questo testo, c'è gente che ci farebbe sei album, peraltro senza capirci niente
7 Gaëtan Roussel ''Marjolaine''
un testo che è poesia da lacrime, forse un testamento, chissà. La musica è sempre la stessa, la voce pure, potrebbe anche cantarmi le istruzioni del Bimby
8 myLASERDOG ''Circo fantasma''
rock e basta, roba che mi ricorda i Litfiba dei tempi d'oro e il naufragar m'è dolcissimo tra riff, bordate elettriche e un ritornellone maestoso
9 Davide Amati ''Baciarti bruciarti''
un cantautore rock di quelli che non si usan più, con accenni di anni Settanta, la chitarra ruvida e cattivella, la voce dispettosa e un po' così
10 Davide Amati ''Rabbit''
come sopra, ma con un inciso e un ritornello forse ancora più memorabili. Il tizio va tenuto d'occhio, poi non lamentatevi che non ve l'avevo detto
11 Zoo Escape ''Alien boy''
similpunk in varie salse, biascica e urla, accelera e rallenta, scherza col fuoco e gigioneggia che è una meraviglia, alla faccia del nuovo che avanza
12 Auge ''Lei''
ha qualcosa di Tavernelli, qualcosa degli Scisma, qualcosa di ciò che volete: alla fine, ha qualcosa di molto di personale, ed è il suo bello
13 Not Moving ''But it's not''
i signori sono ancora lì a spiegarla a noi tutti: facile mettere in fila quegli accordi in quel quattro quarti in quelle dodici battute. O no?
14 Roberta Giallo ''Orko ingordo''
questa non vale, perché Roberta nostra l'ha scritta anni ed anni fa e l'ha riproposta scongelata tale e quale. Ma le regole le faccio io, quindi vale
15 Nodo Prusik ''Il fallimento''
da un artista che è un buco nero nel panorama nostrano, una canzone infida e scomoda che farebbe la felicità di David Benatar
16 Annalisa ''Maschio''
non ditelo in giro né ad Annalisa che l'ho messa in classifica, perché "io vengo dall'hardcore e dal punk" (cit.) e mi vergogno tantissimo. Ve lo giuro su Maria
17 Giacomo Toni ''La meccanica''
una penna deliziosamente disallineata, al servizio di una melodia amabilmente afflitta. Po esse fero e po esse piuma, qui è amaramente piuma
18 Andrea Ciolino ''Viso blu''
riflessione profonda in tre minuti scarsi, con accattivante aria retrò: quasi un Maurizio Vandelli 2.0 in bilico su molti quesiti esistenziali
19 Fottuta Band ''Poke''
quelle fottute canzoni indie - sì, io le chiamo ancora così, va bene? - che ti entrano nel cervello e sono anche moderne, così ti senti giovane
20 Luca & The Tautologists ''Julie Hit Her Head''
trent'anni di musica - ma anche di più - in cinque minuti di canzone, una decina di generi mischiati con piacere e stile. Questa è classe, cari miei
21 The White Album ''Just for us''
tre danesi che suonano come i Fleetwood Mac buttano lì con nonchalance un pezzo che sarebbe piaciuto tanto, ma tanto, ai Fleetwood Mac
22 Cosmic Cappuccino ''Starshower''
quattro tizi di Perugia che suonano come gli Swervedriver, ma un po' anche come i My Bloody Valentine: shoegaze & dream pop, funziona sempre
23 Pink Turns Blue ''Stay for the night''
direttamente dagli anni Ottanta, una melodia killer che sa di tempi andati e ti fa scendere la lacrimuccia di nostalgia canaglia
24 Half Asleep ''Mater''
tipico pezzo da classifica dei singoli: sette minuti e mezzo di musica cameristica, con cori chiesastici, crooning gregoriano, infinite sadness
25 Tiroatrè ''Mario''
non so, tipo Giorgio Gaber o Enzo Jannacci alle prese con una storia di calcio & buoni sentimenti. Divertente, con tanto di morale
26 Torre di Fine ''Acquiesce''
trio veneto fuori moda e fuori dal tempo, fanno musica che accarezza e sfregia, un post-tutto non così morbido come sembra
27 Zea & Drumband Hallelujah Makkum ''Komt iean oan''
una banda olandese strazia l'anima con un recitato in frisone su un'aria klezmer che potrebbe rattristare anche la persona più allegra del mondo
28 Dead Bees in Bourbon ''Weight of you''
c'è un po' di gotico in questo post-punk teutonico, con voce flautata di signora che canta una lullaby noir in mid tempo
29 Fiesta Alba ''Je suis le wango''
la musica di oggi, ma soprattutto di domani: è tutto contaminato, mischiato, remiscelato, una grande Babylon in cui ti gira la testa e sei contento
30 Tommaso Seconi ''Persone d'arte''
musica d'antan che ricorda un po' Battiato e un po' Gazzé, con varietà di linee armoniche in continuo movimento e contrappunti assortiti ad aggiungere pepe
31 Druuug ''Danser Contre Ton Corps''
quattro belgi feroci come belve buttano lì un pezzone un tantino più lineare, ma sicuramente non volevano ed è stato per puro caso che gli è venuto
32 Lokomorf ''Holefatto''
una gran bella bordata di quelle che non si usan più: concisa, martellante, dritta al punto, disillusione da manuale sputata lì in due minuti e mezzo
33 Evelyn Roger ''Nessuna traccia''
metal in italiano, bravi, è un piacere. Meno piacevole, purtroppo orribilmente attuale, è il tema della canzone col suo monito. Crudo, diretto, esplicito
34 Minoh ''Lick me where it bleeds''
un tedesco e una coreana - abbastanza arrabbiati e fragorosi - fanno un gran rumore, ma sono tanto carini, quasi adorabili